Pur senza condurre a novità sostanziali, come peraltro era prevedibile, l’incontro di Sochi fra il segretario di Stato americano, Jogn Kerry ed il ministro degli Esteri russo, Serghey Lavrov sembra segnare l’inizio del disgelo nelle relazioni e potrebbe aprire una nuova fase nel complicato gioco a tre fra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Se da una parte è pur vero che Washintgon contina a tenere consiglieri militari nel territorio di Kiev, dall’altra il braccio destro del presidente Barack Obama per la prima volta ammette sia pure indirettamente che il regime di Poroshenko ha le sue responsabilità nella guerra che si è scatenata nell’Est del Paese e potrebbe riaccendersi, e dichiara di avergli detto “di non impegnarsi due volte in questo genere di attività”.
Questa è stata la prima visita di un alto funzionario degli Stati Uniti alla Russia dall’inizio della crisi ucraina nel 2014, ed in una conferenza stampa Kerry dice di aver realizzato la necessità di “abbattere alcune delle diffidenze da entrambe le parti”. Il clima dell’incontro è stato insolitamente cordiale, naturalmente si è discusso molto anche di cosa fare in Siria e per quanto riguarda l’Ucraina sia il segretario di Stato Usa che il ministro degli Esteri russo hanno espresso il desiderio di vedere pienamente attuati gli accordi di Mink.
“Anche se in questo momento il presidente Poroshenko sta sostenendo un impegno forte, lo esortiamo fortemente a pensare due volte prima di impegnarsi in un certo tipo di attività“, ha detto Kerry rifierendosi agli attacchi recentemente compiuto dall’esercito di Kiev soprattutto contro l’aeropoeto di Donesk. Il presidente ucraino nei giorni scorsi aveva dichiarato di non avere dubbi: “Libereremo l’aeroporto perché è la nostra terra e noi lo ricostruiremo”, ma questa affermazione ha portato ad una rapida condanna da parte di Kerry, il quale dice che l’attacco “metterebbe Minsk in serio pericolo e ci sarebbe molto da preoccuparsi per le conseguenze.”
Mentre Kerry e Lavrov hanno ammesso di non intravvedere ancora un accordo sull’ Ucraina, si sono detti d’accordo sul fatto che l’accordo di Minsk rappresenta il modo migliore per risolvere la crisi e la diplomazia è l’unica via per raggiungere la pace. I diplomatici hanno invitato tutti coloro che hanno influenza sulle parti in conflitto ad utilizzarla in modo positivo per garantire la pace prevale.
“Oggi esorto Poroshenko come esorto i russi, chiunque abbia qualche controllo su qualcuno deve fare tutto il possibile per dare piena attuazione Minsk , e chiaramente questo significa prevenire eventuali violazioni per quanto riguarda il cessate il fuoco “, ha aggiunto Kerry. Durante i colloqui, il capo della diplomazia russa ha sottolineato ancora che l’attuale crisi nei rapporti tra le due nazioni non è colpa di Mosca, e secondo un comunicato stampa del ministero degli Esteri Sergey Lavrov ripete che la Russia è pronta a lavorare con gli Stati Uniti, “ma solo come un partner alla pari e senza tentativi di coercizione”. L ‘escalation del confronto e l’utilizzo di sanzioni per fare pressione sulla Russia secondo Lavrov rappresentano un “vicolo cieco poiché la Russia non sacrificherà i suoi interessi nazionali e né rinuncerà alle sue posizioni sul materie che vede come fondamentale”.Da parte sua, Kerry ha aggiunto che le sanzioni contro la Russia saranno riviste “se e quando” in Ucraina tutti i punti dell’accordo di Minsk saranno stati applicati.
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Fonti: Agenzie
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