Putin: puntare i missili contro chi ci minaccia

Vladimir Putin reagisce al piano del Pentagono di riempire di armi Paesi Baltici e centro Europa con un avvertimento durissimo: “Dovremo puntare i missili contro chi ci minaccia”.<br><br><br>

Putin: puntare i missili contro chi ci minaccia
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19 Giugno 2015 - 09.50


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“Se la NATO minaccia i territori della Russia Mosca risponderà di conseguenza, ed entro l’anno prossimo disporremo di 40 novi missili balistici intercontinentali” . La presa di posizione di Vladimir Putin non lascia spazio ad alcun ottimismo: il presidente russo ha reagito ieri alle indiscrezioni pubblicate dal “New York Times”, in base alle quali l’Alleanza si appresta ad ammassare nei Baltici ed in altri Paesi dell’Est il più massiccio arsenale mai dislocato negl ultimi vent’anni, con una dichiarazion ma così dura, che minaccia di aprire una nuova e pericolosissima fase nel confronto Est-Ovest,

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“Se qualcuno minaccia i nostri territori, questo significa che di conseguenza dovremo puntare le nostre armi sui territori da cui la minaccia è in arrivo. Come potrebbe essere altrimenti? E’ NATO che si avvicina ai nostri confini, non siamo noi che ci stiamo muovendo ovunque “, ha detto Putin parlando a una conferenza stampa congiunta con il presidente finlandese, Sauli Niinisto.

Era dai tempi della “Guerra Fredda” – ormai forse dovremmo abituarci ad aggiungere “Prima” – che la minaccia di una guerra nucleare, pure se sempre presente nei fatti, non veniva agitata in modo così aperto, ma il presidente russo più che alla dislocazione di truppe occidentali a ridosso dei propri confini pone l’accento sul sistema missilistico occidentale: “Mi astengo dal far montare le emozioni. Naturalmente, analizzeremo tutto e fino ad ora non vedo elementi che ci possano spingere ad adottare misure reattive – continua – quello che ci preoccupa di più è però il sistema di difesa antimissile che viene distribuito a Paesi a noi vicini, e rappresenta una mossa importante di importanza strategica. “

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Sabato scorso il “New York Times” aveva ha pubblicato un articolo secondo il quale che il Pentagono ha in progetto di collocare “carri armati, veicoli da combattimento e altre armi pesanti oltre a 5.000 soldati americani in diversi Paesi Baltici e dell’Europa orientale.” Il giorno dopo, la Polonia e la Lituania hanno rivelato che sono già in corso colloqui in corso con Washington per ospitare le attrezzature militari americane e questo ha provocato la dura reazione di Mosca. La Russia ricorda di non avere obblighi vincolanti che limitino le sue forze armate nelle sue regioni occidentali.

Anche fra i vertici militari si percepisce un senso di allarme: “La Russia non avrà altra scelta che aumentare il suo potenziale militare lungo i confini occidentali”, prevede il generale Yury Yakubov[b/], alto esponente del ministero della Difesa, che anticipa massicci raggruppamenti tattici nelle regioni di Bielorussia e Kaliningrad.

In risposta a tutte queste dichiarazioni, Segretario generale della NATO, [b]Jens Stoltenberg ha accusato la Russia di voler fare “una dimostrazione di forza. Questa dimostrazione di forza nucleare della Russia è ingiustificata, destabilizzante e pericolosa. Questa è esattamente lcosa che stiamo affrontando, ed è anche uno dei motivi per cui stiamo aumentando prontezza e la preparazione delle nostre forze”, risponde da Bruxelles, Le forze della NATO attualmente stanno svolgendo esercitazioni militari in Polonia con il nome in codice di “Noble Jump” ed il loro obiettivo, secondo un’intervista di Stoltenberg all’agenzia di stampa polacca, è quello di mostrare che l’Alleanza può distribuire rapidamente le sue forze in uni qualsiasi dei Paesi membri.

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Anche Washington regisce con toni allarmati: “Nessuno può sentire quel tipo di annuncio da parte del leader di un Paese potente senza essere preoccupato per le implicazioni”, dichiara John Kerry , segretario di Stato. Ed ancora una volta si fa finta che tutte le tensioni possano essere disinnescate dall’applicazione dei famosi “accordi di Minsk”, che ormai paiono essersi trasformati in una sorta di feticcio.
Putin lamenta il fatto che “Stati Uniti ed Unione europea non riescono a mettere abbastanza pressione su Kiev per attuare gli accordi: noi li consideriamo un patto equo e stiamo esercitando ogni pressione possibile su una delle due parti del conflitto, ovvero le repubbliche di Donetsk e Lugansk, che sono pronte a tenere colloqui su tutti i punti dell’accordo. Nessun aspetto dell’accordo di Minsk è di responsabilità
esclusiva del Donbass, ed anzi deve coinvolgere le autorità di Kiev, le due parti dovrebbero finalmente sedersi per colloqui diretti, non c’è altro modo”.

La proposta del Pentagono è in attesa dell’ approvazione formale del segretario di Stato per la Difesa,e si prevede che questo avverrà prima della riunione dei ministri della NATO , fissata a Bruxelles entro la fine di questo mese. Mark Galeote, esperto di Russia, professore alla New York University, commenta così l’apertura della nuova fase: “Mosca invia un segnale per dire che la linea rossa è vicina”.

Fonte : Agenzie

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