Croazia: stop ai vescovi filo ustascia

Rintuzzata da una nota ong, la Chiesa cattolica prende le distanze dai due alti prelati favorevoli alla reintroduzione del vecchio saluto militare dei fascisti croati

Croazia: stop ai vescovi filo ustascia
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

1 Settembre 2015 - 15.28


ATF AMP

Pur evitando di ricorrere a drastiche misure punitive, la Chiesa cattolica croata si è formalmente dissociata dalla clamorosa e discutibile iniziativa di Vlado Kosic e Valentin Pozaic: i due alti prelati – vescovo di Sisak l’uno e vescovo ausiliare di Zagabria l’altro – che nei giorni scorsi hanno sottoscritto un appello volto al ripristino del vecchio saluto militare degli Ustascia, i nazisti croati responsabili nella seconda guerra mondiale del massacro di serbi, ebrei e zingari. A intervenire sulla questione, comunicando la posizione ufficiale della Chiesa e rispondendo così alle forti sollecitazioni della sezione croata del Comitato di Helsinki (l’organizzazione che si occupa di promuovere e difendere i diritti umani in tutto il mondo), è stato Zelimir Puljic, presidente della Conferenza episcopale croata (Hnk). E stando alle dichiarazioni di Puljic, pesate con grande attenzione, le opinioni dei due vescovi non riflettono “in alcun modo” il pensiero cattolico e devono quindi essere considerate “strettamente personali”. Un chiarimento atteso da giorni, data l’enorme portata del polverone scatenato dalla decisione di Kosic e Pozaic di aderire alla petizione lanciata da Branko Borkovic – ex comandante delle truppe di difesa di Vukovar Branko Borkovic -, che ha già raccolto oltre 3.500 firme. Come detto, l’obiettivo del promotore è quello di reintrodurre il saluto militare del regime totalitario che governò la Jugoslavia durante la seconda guerra militare: “Per la patria” (“Za dorm”) e “Pronti” (“Spremni”). Tra l’altro, la proposta è stata sonoramente bocciata da due dei massimi esponenti del principale partito conservatore e nazionalista croato (Hdz), la presidente della Repubblica Kolinda Grabar Kitarovic ed il segretario del movimento Tomislav Karamarko.

Top Right AMP

“Un’iniziativa del genere, così violenta e discriminatoria, va respinta con forza da tutte le istituzioni del Paese – recitava il rovente comunicato stampa diffuso dalla divisione croata del Comitato di Helsinki -, inclusa la Chiesa cattolica che deve al più presto esprimere la propria opinione al riguardo. Nella nostra società non c’è spazio per l’iconografia e la simbologia degli Ustascia: ogni campagna mirata a promuovere i simboli del vecchio regime criminale degli Ustascia, così come ogni altra iniziativa che punti a sdoganare le idee e i simboli dei regimi totalitari, non può che essere anti-cristiana, perché palesemente in contrasto con i principi fondamentali del cristianesimo. Dichiarazioni simili rilasciate da alti prelati hanno provocato danni incommensurabili al tessuto sociale della Croazia”.

“I due vescovi firmatari – ha spiegato il numero uno della Conferenza episcopale croata – hanno sostenuto questa iniziativa personalmente e senza rappresentare la posizione della Chiesa. A ogni modo, la loro adesione alla petizione è un atto legittimo in una democrazia dove viene garantita e tutelata la libertà di pensiero e di espressione. Inoltre, tutti coloro che hanno deciso di sostenere tali iniziative devono essere pronti ad accettare un confronto con chi la pensa diversamente”.

Dynamic 1 AMP

(Fonte: Hina)

FloorAD AMP
Exit mobile version