Un uomo d’affari algerino ha promesso di “neutralizzare” gli effetti della legge che in Svizzera vieta di indossare il burqa in pubblico e di pagare tutte le multe per le donne musulmane che saranno penalizzati in base alla nuova normativa che è stata recentemente adottata dal Canton Ticino .
I legislatori nel novembre scorso hanno approvato una legge che in Ticino vieta di indossare veli in pubblico,e la decisione è stata sostenuta da quasi due terzi degli elettori del cantone in un referendum del 2013. La legge, che deve ancora essere attuata, può imporre una multa dai 100ai 10mila – ovvero dagli 80 agli 800 euro – a chi la dovesse violare.
“Ho intenzione di pagare tutte le sanzioni al fine di neutralizzare gli efetti della legge,” , annuncia via internet l’imprenditore algerino Rachid Nekkaz , spiegando che la
mossa è volta a tutelare il diritto di “praticare liberamente la religione” Nekkaz ha sostenuto l’idea anche in una conferenza stapa organizzata dal Consiglio islamico svizzero presso la Piazza Grande della città di Locarno. L’uomo aggiunge che lui coprirà le multe più piccole, mentre per le sanzioni di 10.000 franchi sarà presentato ricorso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per “penalità eccessiva”.
L’uomo d’affari è stato accompagnato da un attivista musulmana Nora Illi, che aveva il capo coperto da un burq. Il burqa o il niqab fa parte del tradizionale abbigliamento della donna tradizionali in molti paesi musulmani, e può coprire interamente il viso lasciando vedere solo gli occhi. Anche Nora Illi si è espressa contro il divieto di indossare il velo in pubblico, dicendo che lei vuole solo seguire la sua religione senza impedimento ed essere in grado allo stesso tempo di “mangiare un gelato in piazza Grande”.Quando Nekkaz ha sottolineato che è personalmente è contrario alle donne che indossano il velo, l’attivista femminile rispose: “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”.
L’uomo d’affari algerino ha già sfidato il divieto di burqa in Francia , dove il velo islamico è stato posto fuori legge nel 2010, ed ha stanziato per questo un fondo di diversi milioni di dollari, che, dice, è stato utilizzato per pagare più di 1.000 multe emesse dalle autorità francesi. Nekkaz è nato in Francia da genitori algerini, ma ha rinunciato alla cittadinanza francese nel 2013 per essere in grado di correre l’anno doppo nelle elezioni presidenziali in Algeria .
(Charles Platiau, Reuters)
