Scontro Usa-Cina, Washington: restituite il drone sottomarino rubato

Il veicolo trafugato da una nave di guerra di Pechino in acque internazionali, a 100 km dalle coste filippine.

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16 Dicembre 2016 - 20.11


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Gli Stati Uniti hanno chiesto ufficialmente alla Cina di restituire il drone sottomarino della Us Navy trafugato da una nave di guerra di Pechino in acque internazionali, a 100 km dalle coste filippine.
Il drone era gestito dalla nave oceanografica Usns (definizione usata per le navi appoggio della marina americana) Bowditch scrive la Cnn, quando una nave da guerra cinese ha letteralmente ‘rubato’ uno dei due droni sottomarini che la nave stava trascinando. Il tutto davanti agli occhi degli americani.
La Bowditch era ferma a largo per recuperare i due veicoli sottomarini (usati ufficialmente per saggiare la salinità e la temperatura dell’acqua per contribuire a mappare canali sottomarini) e a quel punto un’unità di Pechino che stava seguendo la nave americana ha calato un gommone in acqua che si è avvicinato ad alta velocita’ ad uno dei due droni. I marinai cinesi hanno tagliato il cavo di rimorchio e portato via uno dei due droni.
Alla protesta formale della Bowditch verso alla nave da guerra cinese, non e’ seguita alcuna risposta.
La Cnn ricorda come le navi di ricerca oceanografiche (di tutte le nazionalità) vengono spesso seguite da altre unità da guerra perché sospettate (talvolta a ragione) di essere il paravento di attivià’ di spionaggio, così come durante la Guerra Fredda il mare era pieno di bizzarri pescherecci d’altura sovietici da cui spuntava ogni genere di antenna e strana protuberanza e poche reti da pesca.
Questo incidente avviene mentre le tensioni tra Pechino e Washington sono al picco da quando il 2 dicembre – in quella che inizialmente sembrava una gaffe per inesperienza – Donald Trump aveva ricevuto una telefonata di congratulazioni dal ‘presidente’ taiwanese, Tsai Ing-wen. Benché ancora solo presidente eletto, Trump è stato dal 1979 il primo a rivolgere parole al leader della ex Formosa, che Pechino considera una sua provincia. Dopo la serie di dichiarazioni di fuoco di Trump contro la Cina ha fatto capire che non considera piu’ vincolante la politica Usa della “unica Cina”. Ora si capirà dopo il 20 gennaio, giorno dell’insediamento nella pienezza dei poteri alla Casa Bianca, se il Trump presidente degli Stati Uniti cambiera’ toni da quello per ancora 37 giorni, solo eletto.

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