Gli ambientalisti sono molto preoccupati e temono che alla Casa Bianca sia arrivato il nuovo Attila, ossia Donald Trump, che in nome del business devasta, spianane distrugge: ora sta nacendo il problema dei “monumenti nazionali”, ossia di paesaggi naturali reputati degni di essere preservati.
Se i parchi nazionali vengono istituiti dal Congresso, i monumenti nazionali possono essere invece proclamati dal presidente. E Donald Trump sembra intenzionato ad bolirne alcuni, cosa che non ha precedenti.
Il miliardario ha firmato un ordine esecutivo che dispone una revisione di tutti i monumenti nazionali proclamati dal 1996 ad oggi. Si tratta di diverse zone protette con una superficie superiore ai 100mila acri fra i quali figurano due dei “monumenti” più controversi degli ultimi anni: il Grand Staircase-Escalante, voluto da Clinton, e il Bears Ears, istituito da Obama. Entrambi si trovano nello Utah, entrambi erano stati fortemente criticati dalla competente commissione parlamentare. «Le comunità locali, i boscaioli, i pescatori, le aree interessate dovrebbero avere voce in capitolo», ha sottolineato il segretario dell’Interno dell’amministrazione Trump, Ryan Zinke.
Secondo Zinke, del resto, Trump inizierebbe questa operazione senza alcun preconcetto: «L’ordine esecutivo non toglie alcuna designazione ad alcun monumento, non allenta alcun regolamento ambientale o relativo alla conservazione di qualsivoglia area terrestre o marina. È solo una revisione degli ultimi 20 anni», ha assicurato come riporta Usa Today.
Gli ambientalisti, tuttavia, sono scettici: «Questa revisione è il primo passo verso la riduzione dei monumenti, che noi combatteremo fino alla fine», ha affermato al portale americano Rhea Suh, presidente del Consiglio per la difesa delle risorse nazionali (Nrdc).
È in dubbio, del resto, che Trump possa effettivamente abolire la proclamazione di un suo predecessore: nessuno l’ha fatto dall’istituzione, 111 anni fa, dell’Antiquities Act, l’Atto sulle antichità. Solo il Congresso ha, finora, cancellato alcuni monumenti nazionali. Zinke si è tuttavia mostrato molto fiducioso a proposito: «Non c’è alcun dubbio che un presidente abbia l’autorità per abolire un monumento», ha dichiarato.
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