La Clinton torna in pubblico e parla della sconfitta: ora sono nella resistenza

L'ex candidata democratica alle presidenziali: "La sconfitta? Colpa mia, di Putin e della misoginia".

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3 Maggio 2017 - 16.19


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Dopo mesi di silenzio e pochissime comparsate riappare in pubblico Hillary Clinton e torna a parlare della sua disfatta elettorale. Intervistata da Christiane Amanpour durante una conferenza dell’ong “Women for Women International”, l’ex candidata democratica alle presidenziali americane ha sostenuto che a fine ottobre era “sulla via della vittoria”, fino a quando la lettera di Comey e il Wikileaks russo hanno seminato dubbi su di lei e oscurato le accuse di misoginia nei confronti di Trump. Poi, a 10 giorni dalle elezioni, il capo dell’Fbi ha reso nota una nuova indagine sulle sue email. Il resto è storia.

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Affermazioni a cui Trump si è affrettato a rispondere su Twitter, spiegando che si è trattato di una scusa per giustificare la sconfitta. Piuttosto, ha aggiunto, “forse Trump ha semplicemente fatto una grande campagna?”.

Ma Clinton nell’intervista si è comunque assunta le sue colpe: “Mi assumo personalmente le mie responsabilità, ero io che dovevo essere eletta, ero consapevole della sfida, dei problemi”… “Ma voglio dire che ho fatto tante campagne e sono fiera di come abbiamo condotto quest’ultima”.

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E ha voluto sottolineare: “Vi ricordo che ho preso 3 milioni di voti in più”.

E la giornalista ha scherzato: “Sento che sta arrivando un Tweet”….

“Bene, meglio che interferire nella politica estera – ha aggiunto Hillary – se vuole twittare su di me, sono felice di essere una distrazione per Trump”. “Dovrebbe essere meno preoccupato delle elezioni e del mio consenso popolare e occuparsi di cose più importanti per il Paese”.

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Lei farà del suo contro Trump: “Ora sono una cittadina e un’attivista, sono parte della resistenza”.

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