Migliaia di perone hanno manifestato contro la politica di Donald Trump, in occasione della celebrazione annuale dell’occupazione dell’ambasciata statunitense negli Stati Uniti nel 1979. Secondo il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, Ali Shamkhani, “quest’anno la politica anti-iraniana di Trump ha mobilitato più iraniani” rispetto agli anni precedenti.
Il grido di “Morte all’America” è stato urlato dai manifestanti – riunitisi davanti alla ex sede dell’ambasciata americana – che, in questo modo, hanno voluto denunciare la politica “anti-iraniana” del presidente Trump . Il 4 novembre del 1979 cominciò l’occupazione dell’ambasciata da parte degli ”studenti islamici”, che sequestrarono una cinquantina di diplomatici americani, tenuti in ostaggio per 444 giorni. Questa crisi portò, nel 1980, alla rottura delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
Come ogni anno, i manifestanti hanno gridato “Morte all’ America” , “Morte a Israele “, bruciando bandiere statunitensi. Qualcuno si è anche accanito con bastoni contro delle fotografie di Trump.
Un modello a grandezza naturale di un missile balistico è stato anche esposto davanti all’ex ambasciata come segno di “resistenza” agli Stati Uniti.
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