Francesco incontra un emissario di Kirill: sullo sfondo l'incontro tra il Papa e il Patriarca a settembre

 Papa Francesco ha ricevuto il metropolita Antonij di Volokolamsk. Si tratta del primo incontro in Vaticano per il nuovo direttore dell'Ufficio per le relazioni estere del Patriarcato di Mosca. Il numero due di Kirill

Francesco incontra un emissario di Kirill: sullo sfondo l'incontro tra il Papa e il Patriarca a settembre
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5 Agosto 2022 - 19.53


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Un segnale di distensione, anche per quello che la chiesa ortodossa russa non fa (e potrebbe fare) per far cessare il conflitto dell’Ucraina.

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 Papa Francesco ha ricevuto il metropolita Antonij di Volokolamsk. Si tratta del primo incontro in Vaticano per il nuovo direttore dell’Ufficio per le relazioni estere del Patriarcato di Mosca. Il numero due di Kirill ha, infatti, sostituito da poco Hilarion, trasferito in Ungheria dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina lo scorso 24 febbraio. Un evento importante quello di oggi, il primo faccia a faccia con un rappresentante della Chiesa ortodossa russa dopo lo scoppio della guerra.

Sia Papa Francesco che il patriarca Kirill – che più volte ha legittimato l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia presentandola nei suoi sermoni come una battaglia «di portata metafisica» contro i valori dell’Occidente – hanno per il momento confermato la loro presenza in Kazakistan a settembre per partecipare al «Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali».

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Il Papa ha ribadito più volte di voler vedere Kirill e il mondo confida che un incontro tra il Pontefice e il patriarca di Mosca, vicino a Putin, possa influire sul protrarsi del conflitto giunto ormai al suo 163esimo giorno.

L’udienza di oggi, intanto, ha coinciso con un’importante decisione del Pontefice: il Santo Padre, infatti, ha stabilito che ci sarà anche un sacerdote ucraino tra i sei nuovi beati che verranno presto proclamati. Si tratta di Pietro Paolo Oros, assassinato sotto il regime comunista sovietico. Il religioso, dell’Eparchia di Mukacevo, in Ucraina appunto, fu ucciso «in odio alla fede» il 28 agosto 1953 a Siltse, in Unione Sovietica. La sua morte fu ritenuta un martirio. Per i cattolici di Kiev, dunque, quella di Papa Francesco è una decisione dall’alto valore simbolico.

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