Eva Kaili presa con le mani nel sacco: le indiscrezioni fanno trasparire un quadro accusatorio molto chiamo. Il capo dell’Autorità antiriciclaggio greca, ex sostituto procuratore della Corte Suprema, Charalambos Vourliotis, ha disposto il sequestro dei beni della vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, dei suoi familiari e del suo compagno.
Lo riferisce l’agenzia Ana-Mpa. Kaili è tra le quattro persone per le quali la Procura Federale di Bruxelles ha emesso un mandato di cattura, con l’accusa di riciclaggio, organizzazione criminale e corruzione legati ad interventi in favore del Qatar.
Vourliotis, riporta Ana-Mpa, si è mosso subito dopo gli sviluppi in Belgio, al fine di mettere in sicurezza beni che potrebbero provenire da attività illegali e si trovano in Grecia (proprietà, conti, società, ecc.). La decisione è già stata notificata agli istituti di credito greci, ma anche ai servizi statali competenti (uffici catastali) e riguarda sia l’eurodeputata sia i suoi familiari più stretti.
Le borse da viaggio piene di soldi
Le borse da viaggio e di lusso piene di contanti ritrovate venerdì scorso nella casa dell’ex vice presidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, conterrebbero un importo complessivo a sei cifre.
Lo riporta il giornale belga L’Echo. Fino a ieri pomeriggio i soldi sequestrati non erano stati ancora contati, in attesa dell’esito della perizia tecnica sulle banconote.
La somma sequestrata all’eurodeputata greca, da un valore stimato superiore al milione di euro, si aggiunge ai 600 mila euro ritrovati dalla polizia belga nelle prime case perquisite venerdì mattina nell’ambito dell’inchiesta sul presunto giro di corruzione, riciclaggio di denaro e associazione a delinquere ritenuto connesso alle attività del Qatar per `ripulire´ la reputazione del Paese che ospita i Mondiali di calcio.
