Gaza e Cisgiordania: nuova escalation, medico ucciso, arresti di massa e distruzione sistematica di case palestinesi

Un medico palestinese è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliane a est di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, alimentando ulteriormente la tensione in una regione già martoriata dal conflitto.

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14 Gennaio 2026 - 13.23


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Un medico palestinese è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliane a est di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, alimentando ulteriormente la tensione in una regione già martoriata dal conflitto. Secondo il corrispondente dell’agenzia WAFA, il dottor Hatem Abu Saleh, operante presso il Nasser Medical Complex, è stato colpito dai proiettili israeliani nei pressi della rotatoria di Bani Suheila.

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Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore l’11 ottobre 2020, le vittime palestinesi sono state 447, mentre i feriti circa 1.250, segno di un conflitto che, pur sotto tregua ufficiale, continua a mietere vittime e a destabilizzare quotidianamente la vita dei civili.

Parallelamente, la Cisgiordania ha registrato un’ondata di arresti da parte delle forze israeliane, che hanno preso in custodia almeno 45 palestinesi tra martedì sera e mercoledì mattina, compresi residenti di Gerusalemme. La Palestinian Prisoner’s Society (PPS) ha reso noto che le operazioni si sono concentrate nelle città di Qabatiya, a sud di Jenin, Deir al-Hatab, a est di Nablus, e nel campo profughi di Shuafat, a nord-est di Gerusalemme, con il resto delle detenzioni distribuite tra i governatorati di Tulkarm, Gerico, Hebron e Salfit.

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La PPS ha denunciato che gli arresti sono stati accompagnati da abusi sistematici, aggressioni contro i detenuti e le loro famiglie, l’uso dei prigionieri come ostaggi e la distruzione diffusa di abitazioni palestinesi. Tra gli episodi più gravi, l’alba di mercoledì ha visto le forze israeliane demolire la casa del prigioniero Ahmad Abu al-Rub a Qabatiya.

Questi arresti non rappresentano eventi isolati, ma fanno parte di una politica sistematica e quotidiana dell’occupazione israeliana, che dal 2020 ad oggi ha portato a circa 21.000 detenzioni in Cisgiordania. La strategia colpisce ogni segmento della società palestinese, dal medico al semplice cittadino, e si inserisce in un quadro di repressione e violenza che mantiene alta la tensione tra Israele e Palestina.

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