Le autorità del Minnesota e quelle federali stanno indagando sul pestaggio di un cittadino messicano da parte di agenti dell’immigrazione avvenuto il mese scorso, nel tentativo di chiarire l’origine delle otto fratture craniche che hanno portato l’uomo in terapia intensiva in un ospedale di Minneapolis.
Gli investigatori del dipartimento di polizia di St. Paul e dell’Federal Bureau of Investigation hanno ispezionato la scorsa settimana il parcheggio di un centro commerciale dove Alberto Castañeda Mondragón sostiene di essere stato immobilizzato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), gettato a terra e colpito ripetutamente alla testa con un manganello d’acciaio.
L’ICE ha invece attribuito all’uomo la responsabilità delle ferite, sostenendo che abbia tentato di fuggire mentre era ammanettato e che sia “caduto battendo la testa contro un muro di cemento”. Tuttavia, il personale sanitario che lo ha curato ha riferito all’Associated Press che una semplice caduta non spiegherebbe l’emorragia cerebrale e la perdita di memoria. Una TAC ha mostrato fratture nella parte anteriore, posteriore e su entrambi i lati del cranio, lesioni che un medico ha definito incompatibili con quella dinamica.
In un’intervista pubblicata all’inizio del mese, Castañeda Mondragón ha dichiarato che gli agenti che lo hanno arrestato erano “racist” e che “ started beating me right away when they arrested me.” I suoi avvocati sostengono che sia stato vittima di profilazione razziale.
Le indagini e i video mancanti
Gli investigatori hanno richiesto filmati di sorveglianza ad almeno due attività commerciali della zona, ma i dipendenti hanno riferito che le telecamere non avevano ripreso l’arresto del 8 gennaio oppure che le immagini erano state sovrascritte, poiché le autorità hanno chiesto i video solo dopo più di un mese.
Nel frattempo, un’altra indagine federale riguarda due agenti dell’ICE accusati di aver mentito sotto giuramento su una sparatoria avvenuta a Minneapolis. I procuratori federali hanno ritirato le accuse contro due cittadini venezuelani dopo che un video ha contraddetto la versione fornita dagli agenti.
Parallelamente, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta conducendo un’indagine sui diritti civili per la morte di Alex Pretti, ucciso il 24 gennaio da agenti federali dell’immigrazione. L’FBI ha comunicato alle autorità del Minnesota che non condividerà le prove raccolte su quell’episodio.
Versioni contrastanti
Per settimane il Department of Homeland Security ha evitato di commentare le ferite di Castañeda Mondragón e non ha risposto a domande sull’eventuale presenza di registrazioni delle body-cam degli agenti. La scorsa settimana, però, l’agenzia ha ribadito la propria versione dei fatti.
Secondo Tricia McLaughlin, responsabile della comunicazione del dipartimento, l’8 gennaio 2026 l’ICE avrebbe condotto un’operazione mirata per arrestare l’uomo, descritto come un cittadino messicano di 31 anni con visto scaduto. Questa ricostruzione contraddice però un documento giudiziario del 20 gennaio, in cui l’ICE affermava di aver scoperto la violazione del visto solo dopo la custodia dell’uomo.
Un’indagine resa più difficile dal tempo
Le indagini penali potrebbero essere complicate dal ritardo nell’avvio dell’inchiesta. La polizia di St. Paul ha spiegato di non poter procedere finché la vittima non avesse presentato denuncia, passaggio rinviato a causa del ricovero e dell’incertezza sul suo status migratorio. La testimonianza è stata raccolta solo la scorsa settimana presso il consolato messicano.
Il procuratore della contea di Ramsey, John Choi, ha dichiarato che l’obiettivo è accertare la verità e perseguire eventuali reati commessi da agenti federali.
Castañeda Mondragón è stato convocato per il 23 febbraio presso il principale centro di detenzione dell’ICE a Minneapolis, con la possibilità di essere nuovamente arrestato e deportato.
