Terzo giorno di attacchi iraniani nel Golfo: esplosioni a Dubai, Doha e Kuwait

Forti esplosioni sono state udite a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e nella capitale del Qatar, Doha, per il terzo giorno consecutivo di attacchi iraniani di ritorsione contro Stati del Golfo, in risposta ai continui attacchi di Stati Uniti e Israele sull’Iran.

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2 Marzo 2026 - 13.33


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Forti esplosioni sono state udite a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e nella capitale del Qatar, Doha, per il terzo giorno consecutivo di attacchi iraniani di ritorsione contro Stati del Golfo, in risposta ai continui attacchi di Stati Uniti e Israele sull’Iran.

Anche in Kuwait, nella prima mattinata di lunedì, si sono uditi forti boati e sirene. Un testimone citato da Reuters ha riferito di aver visto fumo salire vicino all’ambasciata americana.

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Secondo l’agenzia statale kuwaitiana KUNA, le difese aeree del Paese hanno intercettato la maggior parte dei droni nelle zone di Rumaithiya e Salwa. Il ministero della Difesa ha dichiarato che diversi caccia statunitensi sono precipitati in Kuwait, ma tutti gli equipaggi sono sopravvissuti. Un velivolo è stato filmato mentre cadeva dal cielo, con un pilota che sembrava essersi eiettato.

Le autorità kuwaitiane hanno avviato immediatamente operazioni di ricerca e soccorso in coordinamento con gli Stati Uniti, evacuando gli equipaggi e trasportandoli in ospedale. Le condizioni dei militari sono state riportate come stabili.

Zein Basravi di Al Jazeera, da Doha, ha riferito che i filmati suggeriscono almeno due distinti incidenti di caccia precipitati in Kuwait. Sono inoltre giunte segnalazioni di fumo in direzione dell’ambasciata USA a Kuwait City, con video che mostrano squadre di soccorso sul posto.

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Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, ha affermato che il Paese ha intercettato attacchi iraniani diretti contro infrastrutture civili, tra cui l’aeroporto internazionale, sottolineando che Doha al momento non sta ingaggiando direttamente con Teheran.

Iran colpisce obiettivi Usa nella regione

Teheran ha dichiarato che continuerà a colpire asset statunitensi nella regione, mentre gli attacchi USA-Israele sull’Iran proseguono per il terzo giorno consecutivo. Gli attacchi iraniani hanno interessato diverse aree civili e commerciali nei principali centri del Golfo, aumentando l’impatto sul traffico aereo e sulle rotte commerciali.

Allerta nei Paesi del Golfo

Il ministero dell’Interno del Bahrain ha attivato le sirene d’allarme e ha invitato i residenti a rifugiarsi nei luoghi sicuri più vicini. Il ponte Shaikh Khalifa bin Salman, che collega Manama ai centri urbani circostanti, è stato chiuso, con l’invito a usare le strade principali solo se strettamente necessario.

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L’ambasciata americana in Bahrain ha avvertito che “gruppi terroristici o ispirati a tali organizzazioni intendono colpire cittadini USA all’estero” e ha sconsigliato la frequentazione di hotel a Manama, che potrebbero essere obiettivi.

Secondo quanto riportato finora, almeno una persona è stata uccisa in Kuwait, tre negli Emirati Arabi Uniti e 16 in Qatar. In Iran, gli attacchi congiunti USA-Israele hanno provocato almeno 555 morti, mentre in Israele si registrano almeno nove vittime e 121 feriti.

Attacchi e danni alle infrastrutture

La televisione saudita di Stato ha riferito che le autorità hanno temporaneamente chiuso la raffineria Ras Tanura, vicino a Dammam, dopo un attacco con droni. Il ministero della Difesa ha confermato che due droni che tentavano di colpire la raffineria sono stati intercettati e distrutti. È scoppiato un piccolo incendio causato dai detriti, senza vittime civili.

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I giornalisti di Al Jazeera Arabic hanno riportato forti esplosioni a Erbil, capitale della regione autonoma curda in Iraq.

Dichiarazioni ufficiali

Gli Stati Uniti, insieme a Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta condannando gli attacchi iraniani e riaffermando il diritto alla difesa. I Paesi del Golfo hanno annunciato che “prenderanno tutte le misure necessarie per proteggere la sicurezza e la stabilità, i loro territori, cittadini e residenti, inclusa la possibilità di rispondere all’aggressione”.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invece sottolineato che Teheran non cerca il confronto con i vicini del Golfo, mantenendo “relazioni amichevoli e di buon vicinato” e che gli attacchi sono una risposta difensiva contro l’aggressione americana, diretti esclusivamente a obiettivi statunitensi e non ai Paesi vicini.

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