Israele annuncia l’uccisione del capo dell’intelligence iraniana, ma Teheran non conferma
Il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz, ha dichiarato mercoledì che l’esercito ha ucciso il ministro dell’Intelligence iraniano Esmail Khatib.
L’Iran non ha confermato immediatamente la morte di Khatib, una dinamica già osservata più volte durante il conflitto.
L’eventuale uccisione di Khatib seguirebbe quelle di altri alti funzionari della sicurezza iraniana, tra cui Ali Larijani e il capo della forza paramilitare volontaria Basij.
Katz ha inoltre affermato che “sono attese sorprese significative nel corso della giornata su tutti i fronti”, senza fornire ulteriori dettagli.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva sanzionato Khatib nel 2022, accusando il ministero dell’Intelligence di essere coinvolto in attività informatiche ostili contro gli Stati Uniti e i loro alleati. Secondo Washington, Khatib dirigeva reti di cyber-attori impegnati in operazioni di spionaggio e attacchi ransomware a sostegno degli obiettivi politici iraniani.
Le autorità statunitensi avevano inoltre attribuito al ministero attacchi informatici contro siti governativi dell’Albania e la diffusione di documenti e dati personali sottratti.
Sempre il Tesoro USA aveva definito il ministero dell’Intelligence iraniano uno dei principali apparati di sicurezza responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, accusandolo di repressione nei confronti di attivisti, giornalisti e minoranze religiose, nonché di detenzioni arbitrarie e torture.
Nel giugno 2025, Khatib aveva dichiarato che l’Iran era entrato in possesso di documenti relativi al programma nucleare israeliano. Il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica aveva poi affermato che tali informazioni sembravano riferirsi al centro di ricerca nucleare di Soreq Nuclear Research Center, situato a circa 20 chilometri a sud di Tel Aviv.
Khatib, religioso sciita, aveva ricoperto diversi incarichi nel sistema giudiziario iraniano e nel ministero dell’Intelligence, oltre ad aver combattuto nella Guerra Iran-Iraq, durante la quale era rimasto ferito.
Nel frattempo, i media statali iraniani hanno trasmesso le immagini dei funerali a Teheran di Ali Larijani e di altri alti funzionari uccisi, con migliaia di persone presenti al corteo, tra bandiere iraniane e manifestazioni di sostegno al governo.
Negli ultimi mesi, l’Iran ha intensificato eventi pubblici di massa a sostegno dell’esecutivo, mentre i raid israeliani continuano a colpire figure chiave della leadership, tra cui la Guida Suprema Ali Khamenei, indicata come uccisa all’inizio del conflitto il 28 febbraio.
Annunciando l’uccisione di Khatib, l’esercito israeliano ha descritto il ministero dell’Intelligence iraniano come dotato di “capacità avanzate” e attivo in operazioni globali, incluse azioni contro Israele. Secondo la stessa fonte, Khatib avrebbe avuto un ruolo centrale nella repressione delle proteste interne, tra cui quelle legate al caso di Mahsa Amini.
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