Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rimosso Pam Bondi dall’incarico di procuratrice generale, una decisione che — secondo fonti vicine al dossier — maturerebbe anche sullo sfondo della sua insoddisfazione per la gestione dei materiali legati al caso Jeffrey Epstein, ritenuta incompleta e non risolutiva fino in fondo.
La notizia è stata riportata dalla CNN, che cita ambienti informati sulla vicenda. In attesa di una nomina definitiva, le funzioni saranno assunte ad interim dal vice procuratore generale Todd Blanche, come confermato dallo stesso Trump.
Nel messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente ha comunque mantenuto toni ufficialmente concilianti:
Pam Bondi “è una grande patriota statunitense e un’amica leale, che ha servito fedelmente come mio procuratore generale nell’ultimo anno”.
Trump ha poi aggiunto che Bondi “passerà a un nuovo incarico molto necessario e importante nel settore privato, che sarà annunciato in una data prossima”.
Nel suo intervento, il presidente ha inoltre ringraziato l’ex procuratrice per “un lavoro straordinario supervisionando una massiccia repressione del crimine in tutto il nostro Paese, con gli omicidi che sono scesi al livello più basso dal 1900”, pur lasciando filtrare, dietro le formule di rito, una distanza crescente su alcuni dossier sensibili, tra cui proprio quello Epstein.
