Prosegue senza sosta l’ondata di violenze attribuite ai coloni israeliani nella Cisgiordania occupata, dove nella sola giornata di sabato sono stati segnalati attacchi contro abitazioni palestinesi, dipendenti di una società elettrica e infrastrutture essenziali per l’approvvigionamento idrico.
Nell’area di Khalayel al-Loz, a sud-est di Betlemme, gruppi di coloni hanno vandalizzato e successivamente rubato tubature dell’acqua situate nei pressi di un serbatoio che rifornisce la popolazione locale di acqua potabile. Secondo fonti della sicurezza palestinese, l’episodio si inserisce in una lunga serie di aggressioni che negli ultimi anni hanno preso di mira la zona, con la distruzione di reti di irrigazione e danni alle coltivazioni agricole.
Sempre nella regione di Betlemme, nel villaggio di Wadi Rahhal, coloni israeliani hanno aggredito dipendenti della Jerusalem District Electricity Company mentre erano impegnati in lavori di manutenzione. Alcuni lavoratori hanno riportato lievi ferite, mentre il veicolo utilizzato dalla squadra è stato gravemente danneggiato.
Le aggressioni non si sono fermate qui. A est di Ramallah, decine di coloni hanno assaltato l’abitazione del palestinese Naif Kaabneh nella comunità beduina di Arab al-Kaabneh, nei pressi del villaggio di Taybeh. L’organizzazione per i diritti umani Al-Baydar ha denunciato l’attacco, sottolineando come le comunità beduine dell’area siano sempre più frequentemente bersaglio di intimidazioni e violenze.
Gli episodi di sabato si inseriscono in un contesto di crescente pressione sui palestinesi della Cisgiordania occupata. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni di distruzione di infrastrutture idriche, attacchi contro veicoli e abitazioni, tentativi di investimento e azioni volte a impedire ai pastori palestinesi di accedere ai pascoli.
Una strategia che, secondo le organizzazioni palestinesi e per i diritti umani, contribuisce ad aggravare ulteriormente le condizioni di vita delle comunità locali, alimentando un clima di insicurezza permanente e di progressiva espulsione dalle terre che abitano da generazioni.
