Cisgiordania, ora i terroristi ebrei li chiamano "escursionisti"

Il prodotto di quella scelta, in campo giornalistico, è la linea editoriale che connota un quotidiano cartaceo o un sito d’informazione.

Cisgiordania, ora i terroristi ebrei li chiamano "escursionisti"
Preroll AMP

Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

24 Agosto 2026 - 09.37


ATF AMP

Mettiamola così. Ognuno sceglie, più o meno liberamente, su cosa concentrare la propria attenzione professionale, umana, politica. Il prodotto di quella scelta, in campo giornalistico, è la linea editoriale che connota un quotidiano cartaceo o un sito d’informazione. Globalist ha scelto da tempo di caratterizzarsi per la continuità, e la profondità di analisi e di notizie, sulla tragedia palestinese. Una tragedia politica oltreché umanitaria. La tragedia di un popolo da decenni sotto occupazione, vittima di un genocidio da parte di quello che una collusa stampa mainstream continua a considerare l’”unica democrazia in Medio Oriente”: Israele. 

Top Right AMP

Un giorno, forse, vi sarà una “Norimberga per Gaza e la Cisgiordania”. O forse questa è destinata a restare una illusione. Ma ognuno risponde alla propria coscienza. E per chi scrive, la coscienza porta a dire che ha ancora un senso restare umani e spendere quel poco o tanto di professionalità acquisita in quarant’anni di giornalismo, nel non far passare un giorno senza raccontare – con il decisivo contributo delle migliori firme del giornalismo indipendente israeliano e delle associazioni per i diritti umani, israeliane (B’Tselem, Peace Now, e internazionali, Amnesty International, Human Right Watch, Oxfam), agenzie Onu (Unrwa, Unicef, Oms, Pam ..) –  le sofferenze, le brutalità, le umiliazioni alle quali sono sottoposti milioni di palestinesi, in maggioranza donne, adolescenti, bambini.  Perché nessuno possa dire: non sapevo, non avevo idea…

Per noi di Globalist, la Palestina non è un argomento tra i tanti. È il paradigma di un mondo che fa schifo, nel quale vige solo la legge del più forte, che permea ogni ambito relazionale, tra individui, comunità, popoli, Stati. 

Dynamic 1 AMP

Certo, sappiamo bene che nel mondo vi sono anche altri popoli, o minoranze, che subiscono ingiustizie intollerabili. Globalist non li ha dimenticati: non ha dimenticato i siriani massacrati dal macellaio di Damasco (Bahir al-Assad), o i curdi del Rojava siriano-  quelli che hanno combattuto in prima linea i nazislamisti dell’Isis – traditi e ritraditi dall’Occidente e massacrati impunemente dal “sultano di Ankara” (Recep Tayyip Erdogan), col benestare di Trump e la passività complice dell’Europa, o la popolazione sudanese martoriata da una guerra civile per procura. Lungi da noi fare una gerarchia degli orrori, il solo accennarne fa inorridire. Ma una cosa è incontestabile: in questo mondo incarognito, quello palestinese è l’unico popolo sotto occupazione. 

Una occupazione feroce, documentata, raccontata dai reporter di Haaretz, trincea eroica del giornalismo indipendente israeliano. 

Un giornalismo dalla schiena dritta, come quello di cui danno prova Matan Golan e Josh Breiner, cofirmatari di un reportage dal titolo: I coloni israeliani le chiamano “escursioni”. I palestinesi finiscono sempre per morire

Dynamic 1 AMP

Così Golan e Breiner: “L’Idf e la polizia negano ogni responsabilità per l’incidente di venerdì, in cui il diciassettenne palestinese Karim Sanad Raja Shalaldeh è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da alcuni israeliani nei pressi del villaggio di Sa’ir, in Cisgiordania, a nord di Hebron, dopo che alcuni coloni erano entrati nell’Area B.

L’«escursione», come l’hanno definita entrambe le autorità, non era stata coordinata con nessuna delle due. Mentre l’esercito ha affermato che le escursioni non autorizzate mettono in pericolo i partecipanti «e distolgono i soldati dalle attività difensive e antiterrorismo», la Polizia del Distretto di Giudea e Samaria ha sostenuto che tali escursioni non richiedono alcun coordinamento.

La polizia distrettuale sostiene che la responsabilità dell’area spetti al Comando Centrale dell’Idf.

Dynamic 1 AMP

«L’esercito sta cercando di prendere le distanze dall’incidente con molte parole, anche se la responsabilità è stata sua dall’inizio alla fine», ha dichiarato un alto funzionario di polizia. «L’esercito non avrebbe dovuto permettere loro di entrare».

In pratica, tuttavia, anche la polizia chiude un occhio su queste «escursioni», ed è dubbio che, se fosse stata a conoscenza in anticipo dei piani dei coloni, avrebbe agito per prevenire attriti. Ciò contrasta con il trattamento riservato dalla polizia agli attivisti di sinistra che si recano in Cisgiordania. Le informazioni dei servizi di intelligence della polizia hanno portato l’esercito a emanare ordini che ne limitano le attività.

Secondo le indagini della polizia, l’«escursione» ha coinvolto un gruppo di residenti ultraortodossi di Beitar Ilit, un insediamento haredi vicino a Gerusalemme. Le immagini mostrano un veicolo di sicurezza bianco e almeno un israeliano armato di un’arma militare, mentre si sentono degli spari.

Dynamic 1 AMP

La polizia ha dichiarato che un coordinatore della sicurezza è giunto sul posto e ha reagito al lancio di pietre che metteva in pericolo la vita degli escursionisti. Ha inoltre affermato che dalle indagini è emerso che «non si è trattato di atti di violenza estrema, ma piuttosto di cittadini che stavano facendo un’escursione nella zona».

Non è ancora chiaro, tuttavia, se sia stato il coordinatore della sicurezza a sparare e uccidere il ragazzo di 17 anni, sospettato di aver lanciato pietre contro i coloni, oppure se questi sia stato colpito da un membro di un’altra unità militare giunta sul posto.

Il comunicato della polizia ha ignorato un incendio divampato in un edificio vicino, che secondo i palestinesi sarebbe stato appiccato dai coloni. La polizia ha invece affermato di «considerare con severità l’attacco agli escursionisti, che non hanno fatto nulla per provocarlo durante la loro permanenza nell’Area B, alla quale gli israeliani sono autorizzati ad accedere».

Dynamic 1 AMP

La legge consente effettivamente agli israeliani di entrare nelll’Area B, ma in base agli Accordi di Oslo l’autorità civile in quella zona spetta all’Autorità Palestinese. Per i palestinesi, queste «escursioni» attraverso le loro comunità sono una dimostrazione di supremazia ebraica che li mette a rischio.

Non era la prima volta che gli «escursionisti» raggiungevano l’edificio alla periferia del villaggio. Diversi video degli ultimi mesi mostrano coloni che si avvicinano a bordo di un fuoristrada proveniente da un avamposto vicino, a poche centinaia di metri di distanza. Il loro arrivo ha spesso portato a scontri in cui le truppe dell’Idf hanno utilizzato misure di controllo della folla contro i palestinesi.

Lo scorso marzo, un gruppo di coloni con lo zaino in spalla è arrivato all’edificio nell’ambito di un’«escursione», con circa la metà di loro armata di fucili. Sono stati ripresi mentre sparavano in direzione del villaggio. Nessuno è rimasto ferito. Una pattuglia dell’Idf, giunta in seguito sul posto, è stata ripresa mentre parlava con i coloni, i quali hanno poi proseguito tranquillamente per la loro strada. I media palestinesi hanno riferito che i soldati hanno utilizzato gas lacrimogeni contro i residenti locali.

Dynamic 1 AMP

«Senza dubbio, stiamo provocando attriti, e ne siamo anche orgogliosi», ha dichiarato Elisha Yered   in un’intervista rilasciata a marzo al popolare podcast di destra in lingua ebraica «Al Hamashma’ut». Yered è un importante attivista tra i coloni ed ex portavoce della deputata di Otzma Yehudit Limor Son Har-Melech. È stato indagato per l’omicidio di un uomo palestinese avvenuto nell’agosto 2023, ma non è mai stato incriminato.

Le «escursioni» dei coloni che si tengono il venerdì nelle zone più interne sotto la giurisdizione dell’Autorità Palestinese sono un fenomeno di lunga data in Cisgiordania. I coloni le descrivono come «la conquista della terra a piedi».

In un’intervista al volantino dello Shabbat “Gilui Da’at”, uno dei fondatori di David and Ahikam – un gruppo escursionistico considerato relativamente moderato – ha affermato che una delle prime decisioni del gruppo è stata quella di stabilire che, per quanto riguarda i propri membri, “non esiste una divisione del territorio in A, B e C; esiste solo Eretz Yisrael”.

Dynamic 1 AMP

La frequenza di queste «escursioni» sembra essere aumentata negli ultimi mesi, in un contesto di crescente copertura mediatica da parte dei volantini dello Shabbat. Gli escursionisti cercano spesso di raggiungere siti archeologici e sorgenti situati in profondità all’interno delle aree sotto l’autorità civile palestinese. Molti residenti locali si chiudono in casa per la paura mentre si svolgono queste escursioni.

Le «escursioni» spesso coinvolgono famiglie con bambini, scortate da coloni armati, e si svolgono senza previa notifica all’esercito, come è accaduto il mese scorso nel villaggio di Tell.

Una settimana dopo l’incidente a Tell, in cui due israeliani e quattro palestinesi sono stati uccisi in uno scontro scoppiato dopo che coloni armati erano entrati in una vicina città palestinese e un residente palestinese aveva strappato un’arma a uno di loro, i coloni hanno condotto un’altra “escursione” nel cuore dell’Area A, alla periferia di Nablus. Vi hanno preso parte anche bambini piccoli.

Dynamic 1 AMP

La Mezzaluna Rossa ha riferito che un palestinese è stato colpito da un soldato durante quell’incidente, mentre i media palestinesi hanno riportato che i coloni hanno vandalizzato delle lapidi. Le truppe dell’Idf sono state riprese mentre scortavano i coloni e utilizzavano misure di controllo della folla per garantire il loro passaggio”, concludono Golan e Breiner.

Le chiamano “escursioni”. Escursioni di morte. 

FloorAD AMP
Exit mobile version