Trump annuncia un accordo sulla sicurezza in Groenlandia, ma Danimarca e governo locale ribadiscono sovranità sull'isola

Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto un accordo sulla sicurezza nell'Artico con i leader di Danimarca e Groenlandia, dopo aver minacciato per gran parte del suo secondo mandato di annettere con la forza il territorio danese semi-autonomo.

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Delegazione Usa in Groelandia
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19 Settembre 2026 - 13.41


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Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto un accordo sulla sicurezza nell’Artico con i leader di Danimarca e Groenlandia, dopo aver minacciato per gran parte del suo secondo mandato di annettere con la forza il territorio danese semi-autonomo.

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Non è ancora chiaro quale sia l’effettiva portata dell’intesa, che Trump ha definito “molto importante, storica e speciale”. Poco dopo l’annuncio pubblicato sul suo social network Truth Social, i governi di Danimarca e Groenlandia hanno però diffuso dichiarazioni dalle quali emerge che l’accordo dovrebbe essere firmato dai tre governi a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in programma la prossima settimana a New York.

Nel suo messaggio, Trump ha presentato l’accordo come un successo personale, sostenendo che garantirebbe agli Stati Uniti “il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre necessità” della Groenlandia, affrontando così, a suo dire, “tutte le numerose preoccupazioni” americane.

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“Avvieremo immediatamente il processo per sviluppare una significativa presenza militare statunitense nella parte appropriata della Groenlandia”, ha aggiunto. Gli Stati Uniti sono già presenti sull’isola e, attraverso la Nato, hanno la possibilità di ampliare le proprie installazioni militari.

L’annuncio arriva poche settimane prima delle elezioni di metà mandato di novembre e offre al presidente un risultato di politica estera da presentare agli elettori, mentre la guerra con l’Iran, sempre più impopolare, sta diventando un problema politico per i repubblicani impegnati a difendere le loro risicate maggioranze alla Camera e al Senato.

Gli Stati Uniti hanno da tempo una presenza militare in Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, alleato degli Stati Uniti nella Nato. La base militare di Pituffik è attiva fin dai tempi della guerra fredda.

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Secondo Trump, l’accordo stabilirebbe inoltre che “nessun avversario degli Stati Uniti potrà mai avere una base in Groenlandia, una presenza militare in Groenlandia o effettuare investimenti sensibili sull’isola senza l’espresso consenso scritto degli Stati Uniti”.

Le dichiarazioni della premier danese Mette Frederiksen e del primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen, pubblicate venerdì sera, hanno però sottolineato che l’accordo sarebbe molto lontano dalla precedente richiesta di Trump di ottenere “l’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti”.

Frederiksen ha definito quella annunciata da Trump “un’ottima intesa per tutte e tre le parti”, sottolineando che riconosce “la sovranità e l’integrità territoriale del Regno di Danimarca e il diritto del popolo groenlandese all’autodeterminazione”.

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Nielsen ha definito “motivo di gioia” il fatto che l’accordo garantisca e rafforzi la sicurezza della Groenlandia, del Regno di Danimarca, degli Stati Uniti e dell’Alleanza occidentale. Dalle sue parole sembra possibile che l’intesa si limiti a ribadire, almeno in parte, i diritti già riconosciuti agli Stati Uniti dalla Nato per l’utilizzo dell’isola come base strategica.

Una volta raggiunto l’accordo definitivo, l’intesa dovrà comunque passare attraverso le procedure parlamentari necessarie per la sua entrata in vigore, hanno precisato i governi danese e groenlandese.

All’inizio del suo secondo mandato Trump aveva sostenuto che gli Stati Uniti avessero bisogno del controllo della Groenlandia per ragioni di “sicurezza economica”, arrivando a definire il possesso e il controllo dell’isola una “necessità assoluta”. La Groenlandia era già da tempo nel mirino del presidente. Nel 2019, durante il suo primo mandato, Trump aveva confermato le indiscrezioni secondo cui aveva chiesto ai propri collaboratori di verificare come gli Stati Uniti avrebbero potuto acquistare l’isola, descrivendo una possibile operazione come “essenzialmente un grande affare immobiliare”.

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Le dichiarazioni di Trump hanno provocato profonde divisioni all’interno dell’alleanza occidentale. Il governo danese ha ripetutamente ribadito che la Groenlandia “non è in vendita”. Quando, lo scorso anno, le preoccupazioni per le minacce di annessione da parte di Trump avevano raggiunto il punto più alto, il Guardian aveva riferito che il ministero degli Esteri danese aveva istituito una sorta di “turno di sorveglianza notturna” per monitorare le dichiarazioni del presidente americano durante le ore in cui Copenaghen dormiva.

Al vertice Nato di Ankara, all’inizio di quest’anno, Trump aveva rilanciato la sua richiesta di acquisire la Groenlandia, arrivando a minacciare il ritiro delle forze armate statunitensi dall’Europa dopo le ripetute prese di posizione europee contro il progetto americano.

Situata in una posizione strategica tra Stati Uniti e Russia, la Groenlandia è considerata sempre più importante dal punto di vista della sicurezza e sta diventando un terreno di confronto geopolitico mentre lo scioglimento dei ghiacci rende l’Artico sempre più accessibile.

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Il vicepresidente americano JD Vance e la moglie Usha avevano ricevuto un’accoglienza tutt’altro che calorosa durante la loro visita, lo scorso anno, alle truppe statunitensi di stanza nella base spaziale di Pituffik. La visita era avvenuta nel pieno della campagna aggressiva della Casa Bianca per ottenere il controllo dell’isola, ricca di risorse minerarie e abitata da circa 56.000 persone.

I sondaggi hanno mostrato una forte opposizione dei groenlandesi a qualsiasi tentativo di trasformare l’isola in parte degli Stati Uniti.

Nonostante questo, una figura vicina all’amministrazione Trump ha lasciato intendere che Washington intende presentare comunque l’accordo come una vittoria americana. Katie Miller, ex collaboratrice della Casa Bianca e moglie del più stretto consigliere di Trump, ha pubblicato online una mappa della Groenlandia ricoperta dalla bandiera statunitense, accompagnandola con la frase: “Sta succedendo”.

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