Rappresaglia di Trump: nuove sanzioni contro la Corte internazionale per il Nobel alla sua giurista

Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro la Corte penale internazionale. La decisione arriva a poche ore dall'assegnazione del Nobel per la Pace 2026 a Navanethem "Navi" Pillay, giurista sudafricana che ha lavorato alla Cpi

Rappresaglia di Trump: nuove sanzioni contro la Corte internazionale per il Nobel alla sua giurista
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9 Ottobre 2026 - 21.30


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Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro la Corte penale internazionale. La decisione, resa nota dal dipartimento del Tesoro, arriva a poche ore dall’assegnazione del Nobel per la Pace 2026 a Navanethem “Navi” Pillay, giurista sudafricana che ha lavorato alla Cpi e ha poi ricoperto la carica di Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.

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Rubio: “Corte canaglia”

“Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliandone le risorse e paralizzandone la capacità operativa”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio annunciando sanzioni alla Corte penale internazionale. “Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani”, ha sottolineato.

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La dichiarazione congiunta contro gli Usa: “Rammarico e ferma opposizione”

“Noi, Stati membri dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale (Cpi), ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi. In qualità di convinti sostenitori della Corte, esprimiamo il nostro rammarico e la nostra ferma opposizione all’annuncio delle sanzioni che gli Stati Uniti intendono imporre”. È quanto si legge nella dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri di Canada, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito, resa pubblica dal governo olandese.

“Prendiamo atto con soddisfazione del lavoro svolto dalla Corte per prepararsi all’adozione di tali misure, affinché possa continuare ad adempiere al proprio mandato ai sensi dello Statuto di Roma, e ribadiamo il nostro incondizionato sostegno. Tuttavia, se applicate, tali sanzioni avrebbero un impatto significativo sull’attività della Corte, sul suo personale e sulle loro famiglie. I dipendenti lavorano ogni giorno per assicurare alla giustizia i responsabili dei più gravi crimini internazionali e sostenere le vittime. Rimaniamo uniti nel nostro sostegno alla Corte penale internazionale e determinati a portare avanti un dialogo costruttivo e inclusivo con gli Stati non parte dello Statuto di Roma, in vista dell’Assemblea degli Stati membri prevista per dicembre 2026. Continueremo a lavorare insieme per sostenere l’importante operato della Corte, difendere il sistema internazionale basato sulle regole e promuovere la responsabilità”.

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Roma: “Fiducia alla Cpi”

“C’è anche l’Italia fra i Paesi occidentali che pubblicheranno una dichiarazione per confermare la fiducia nella Corte penale internazionale e ribadire la contrarietà alle sanzioni statunitensi”. Lo avevano anticipato all’Ansa fonti della Farnesina, confermando il sostegno italiano alla dichiarazione congiunta.

L’Ue pronta a garantire il lavoro della Corte

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“È profondamente deplorevole che gli Stati Uniti abbiano annunciato l’intenzione di imporre sanzioni. L’Ue collaborerà strettamente con la Cpi per garantire che continui a operare in modo efficace” ed “è pronta ad adottare tutte le misure necessarie per consentire alla Corte di svolgere il proprio lavoro, nonché per tutelare gli interessi degli operatori dell’Ue all’interno del mercato unico”. Lo rende noto la Commissione europea, sottolineando che, essendo previsto un periodo di transizione di sei mesi prima dell’entrata in vigore delle misure, “c’è spazio per il dialogo”.

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