Edith Stein: filosofa e monaca, vittima della Shoah ad Auschwitz
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Edith Stein: filosofa e monaca, vittima della Shoah ad Auschwitz

Edith Stein, nota anche come Teresa Benedetta della Croce, è stata un'esemplare di coraggio e speranza che ha segnato profondamente il XX secolo.

Edith Stein: filosofa e monaca, vittima della Shoah ad Auschwitz
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9 Agosto 2023 - 09.27


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Edith Stein, nota anche come Teresa Benedetta della Croce, è stata un’esemplare di coraggio e speranza che ha segnato profondamente il XX secolo. Nata il 12 ottobre 1891 a Breslavia, nell’Impero Tedesco (oggi Wrocław, in Polonia), la sua storia è un viaggio di scoperta spirituale e audacia, affrontando le sfide dei tempi oscuri.

Origini e conversione al cristianesimo

Edith Stein nacque da Sigfrido e Augusta Courant, una famiglia ebrea impegnata nell’attività commerciale del legname. Dopo la morte improvvisa del padre nel 1893, sua madre prese coraggiosamente le redini dell’azienda. Già in giovane età, Edith dimostrò un’intelligenza acuta e precoce, distinguendosi a scuola. Dopo la maturità, intraprese gli studi universitari a Breslavia, dimostrando un talento eccezionale nonostante fosse spesso l’unica donna nella sua classe.

La sua passione per la filosofia la portò a Gottinga, dove entrò in contatto con i grandi filosofi dell’epoca, tra cui Edmund Husserl. Edith si dedicò intensamente agli studi, laureandosi con il massimo dei voti e diventando assistente di Husserl. Tuttavia, la sua sete di conoscenza la portò a cercare nuove direzioni per la sua carriera.

La conversione e l’Influenza di Husserl

L’incontro con una donna comune che pregava in una chiesa segnò l’inizio del suo avvicinamento al cattolicesimo. Dopo la lettura dell’autobiografia di Santa Teresa d’Avila, Edith abbandonò ufficialmente l’ateismo e abbracciò la fede cattolica. Battezzata il 1º gennaio 1922, abbandonò la sua carriera accademica e insegnò presso scuole domenicane a Spira.

Durante questo periodo, Edith si dedicò anche all’attivismo politico-sociale, sostenendo il diritto di voto delle donne e il ruolo della donna nella società. Tuttavia, con l’ascesa del nazismo, la sua vita prese una piega tragica.

Opposizione al nazismo e vita nel carmelo

Edith entrò nel monastero carmelitano a Colonia nel 1934, assumendo il nome di Teresa Benedetta della Croce. Scrivendo e cercando di conciliare le filosofie di Tommaso d’Aquino e Husserl, Edith si immerse in uno studio profondo e spirituale.

Tuttavia, l’ascesa del nazismo minacciò la sua sicurezza. Per proteggerla, fu trasferita nei Paesi Bassi, dove scrisse altre opere. Ma il nazismo raggiunse anche lì.

Vittima della Shoah e eredità

Nel luglio 1942, Edith e sua sorella Rosa furono arrestate dai nazisti e deportate ad Auschwitz. Il 9 agosto dello stesso anno, entrambe furono uccise nelle camere a gas, diventando vittime della Shoah.

Nel 1998, Papa Giovanni Paolo II la proclamò santa e l’anno successivo la dichiarò patrona d’Europa. La vita di Edith Stein rimane un’esempio di coraggio e speranza di fronte all’oscurità, un faro di luce nella storia oscura del XX secolo.

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