Zucchero: "Non andrei a suonare in Russia ma neanche per Trump o Netanyahu"
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Zucchero: "Non andrei a suonare in Russia ma neanche per Trump o Netanyahu"

A dirlo è Zucchero, intervistato a Londra dopo il debutto del suo tour 'Overdose d'Amore World Wilson Tour' alla Royal Albert Hall.

Zucchero: "Non andrei a suonare in Russia ma neanche per Trump o Netanyahu"
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2 Aprile 2024 - 00.50


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Parole chiare. “In Russia? Io ci andavo volentieri a suonare. I russi, fin dal tempo del mio concerto al Cremlino nel 1990, erano un popolo molto attento, che ama l’arte e la cultura. Ho sempre avuto da loro delle reazioni molto buone per il mio lavoro”. A dirlo è Zucchero, intervistato a Londra dopo il debutto del suo tour ‘Overdose d’Amore World Wilson Tour’ alla Royal Albert Hall.

“Non ci siamo mai più andati, e anche se fossi invitato ora non ci andrei -aggiunge il bluesman- Ma lì si apre un discorso enorme, perché ora non andrei neanche da Netanyahu, e neanche da Trump. Il cerchio si restringe”.

Sanremo ha straccato i maroni

“A Sanremo sono io che ho sempre detto che non so se ci andrei. Quest’anno l’ho visto a pezzettini… ma veramente ha straccato i maroni!”. Ironizza così Zucchero, interpellato sul festival di Sanremo dai giornalisti in occasione della presentazione del tour ‘Overdose d’Amore World Wide Tour’, partito dalla Royal Albert Hall di Londra.

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“Se ci andrei? Ma a far cosa? È l’unico Paese al mondo dove c’è ancora la gara come i cavalli da soma, c’è ancora chi vince e chi perde su delle canzoni -aggiunge il bluesman- Io lo trovo allucinante, ma piace al popolo. Siamo rimasti ai tempi degli antichi romani”

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