A Sanremo un pacifismo di maniera per rimediare
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A Sanremo un pacifismo di maniera per rimediare

Pochi riferimenti alle guerre e nessun vero affondo emotivo. Nessuna immagine dei bambini di Gaza, nessun racconto che desse un volto al dolore come se il palco dell’Ariston dovesse restare estraneo alla realtà.

A Sanremo un pacifismo di maniera per rimediare
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Marcello Cecconi Modifica articolo

26 Febbraio 2026 - 22.30 Culture


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Al Festival di Sanremo di stasera, dopo due giorni di silenzio quasi irreale, sono finalmente apparse le immagini della guerra. Un’apparizione che non poteva mancare ma il ritardo pesa ancora di più se si pensa che l’apertura del Festival coincideva con il quarto anno dall’inizio della guerra russo-ucraina. Eppure, in quelle prime serate, si percepiva che il conflitto era rimasto sullo sfondo, quasi temuto.

Stasera, invece, qualcosa è cambiato.  Pochi riferimenti però e nessun vero affondo emotivo. Nessuna immagine dei bambini di Gaza, nessun racconto che desse un volto al dolore come se il palco dell’Ariston dovesse restare estraneo alla realtà. Le immagini sono arrivate, ma con discrezione, quasi chiedendo permesso per dover interrompere il sogno sanremese. Sembrano più una riparazione che una scelta convinta.

Un tentativo di colmare un’assenza che aveva fatto rumore proprio nel giorno in cui sul palco c’è la modella russa Irina Shaik che sfoggiando il sorriso illuminato da una tooth gem si dichiara “una femminista a modo mio” ma di non voler parlare di politica ma solo d’amore. Un contrasto evidente, quasi stridente.

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E poi la Pausini sulle note di Heal The World: «Vogliamo un mondo senza guerre, per loro» cantato il coro dei bambini di Caivano tutti vestiti di un bianco. Un momento che non basta a sciogliere l’ambiguità perché quando la realtà entra solo a piccoli frammenti, sembra più un gesto obbligato che una presa di posizione.

Sanremo resta un grande spettacolo ma stasera si avverte che il silenzio dei giorni scorsi non si cancella con qualche immagine. Poco, forse troppo poco, per dirsi davvero in sintonia con il tempo che stiamo vivendo.

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