Sean Penn, il 'disertore' degli Oscar: alla terza statuetta ha preferito la causa umanitaria in Ucraina
Top

Sean Penn, il 'disertore' degli Oscar: alla terza statuetta ha preferito la causa umanitaria in Ucraina

Alla sua terza statuetta vinta, manca alla cerimonia di premiazione, dopo aver fatto altrettanto ai Sag Actor e ai Bafta. Alle luci patinate del Dolby Theatre ha preferito le zone del conflitto in Ucraina.

Sean Penn, il 'disertore' degli Oscar: alla terza statuetta ha preferito la causa umanitaria in Ucraina
Preroll

redazione Modifica articolo

17 Marzo 2026 - 21.44 Culture


ATF

“Sean Penn non poteva essere qui stasera, oppure non voleva.” ha sottolineato così Kieran Culkin, nel presentare il vincitore come miglior attore non protagonista, premio per cui lo scorso anno aveva vinto. Il grande assente della 98° cerimonia degli Oscar, svoltasi lo scorso 15 marzo, è stato l’attore di Una battaglia dopo l’altra, già alla sua terza statuetta, che aveva in precedenza vinto, ma come miglior attore, nel 2004 per la sua interpretazione in Mystic River e nel 2009 per Milk.

La sua mancata presenza non ha stupito molti, visto che aveva già disertato le cerimonie di Sag Actor Awards e Bafta, nonostante avesse anche lì vinto sempre come Miglior attore non protagonista, e fosse apparso svogliato e annoiato a gennaio ai Golden Globe. 

A rivelare dove si trovasse domenica arriva proprio da Volodymyr Zelensky: il presidente ucraino ha postato sui propri social una foto che lo raffigura in compagnia di Sean Penn. Un’incontro privato, ma sempre piuttosto significativo, in un momento in cui l’attenzione dell’opinione pubblica pare aver abbandonato l’Ucaina, per altri scenari di guerra, nonostante la Russia non accenni ad arretrare nell’invasione. “Sean grazie a te, sappiamo quanto tu sia un vero amico dell’Ucraina. Sei stato al fianco dell’Ucraina fin dal primo giorno di questa guerra su ampia scala. E questo è vero anche oggi. Sappiamo che continuerai a stare a fianco al nostro paese e al nostro popolo”, queste le parole del post del Presidente Zelensky.

Leggi anche:  Quattro anni di guerra: Odessa resiste alle bombe russe mentre l’Europa resta incerta sul futuro dell’Ucraina

Fin dal febbraio 2022 Sean Penn è stato tra le prime personalità di Hollywood a impegnarsi per la causa di Kiev. Con la sua associazione umanitaria CORE (Community Organized Relif Effort), Penn ha fornito sostegni finanziari e logistici a rifugiati ucraini in Polonia e in generale al popolo ucraino vessato dalla guerra. Agli Oscar 2022, al fine di porre l’attenzione sul conflitto russo-ucraino, promosse l’intervento del presidente Zelesky. Il video discorso però non venne poi mostrato in occasione della cerimonia al Dolby Theatre, ma al suo posto fu preferito un messaggio con l’hashtag #standwithukraine e un minuto di silenzio.

Sempre in prima linea, a favore dell’indipendenza ucraina, Sean Penn che ha ricevuto l’Ordine al Merito dello Stato ucraino, ha co-diretto il documentario Superpower, proprio sull’invasione russa, registrando al fianco dell’esercito in zone di guerra. Come ricorda Paolo Armelli su Wired, ha persino prestato uno dei suoi Oscar al presidente Zalensky, con queste parole: “Questo è per te, è solo una stupida cosa simbolica…Quando vincerai, me lo riporterai a Malibu”. 

Leggi anche:  Quattro anni di guerra: Odessa resiste alle bombe russe mentre l’Europa resta incerta sul futuro dell’Ucraina

Un’assenza giustificata, quindi quella di domenica alla vittoria del suo terzo Oscar per Penn, che ha preferito una causa umanitaria, ai red carpet e all’atmosfera patinata del Dolby Theatre. 

In fondo, l’attore che ha anche interpretato l’attivista gay Harvey Milk, per cui ha vinto un Oscar nel 2009, non è nuovo all’impegno civile, che ha spesso coniugato con la sua attività artistica.

Native

Articoli correlati