di Diego Perugini
E poi dicono che Sanremo non serve.
Per le Bambole di Pezza, appena uscite col nuovo album “5”, è stato un importante salto di qualità.
Nel giro di poche settimane, infatti, sono passate da band indipendente del sottobosco indigeno a piccole rockstar nostrane.
E tutto grazie al passaggio all’Ariston, che le ha fatte conoscere a una platea molto più ampia. Con le relative conseguenze positive.
“Ho finalmente lasciato il mio altro lavoro. E ora posso concentrarmi totalmente sulla musica – spiega la cantante Cleo – L’interesse della gente ci fa piacere, è un bel megafono per amplificare il nostro messaggio. Purtroppo a volte non siamo state prese sul serio. Del resto si sa che noi donne per dimostrare qualcosa dobbiamo faticare il triplo”.
Le fa eco la chitarrista solista Morgana, veterana del gruppo formatosi nel lontano 2002: “Oggi viene riconosciuta la nostra professionalità e possiamo prendercela un po’ più comoda. Ma non dimentichiamo gli anni di gavetta, i sacrifici e la vita on the road. Facevamo di tutto, dall’affiggere le locandine dei nostri concerti ai viaggi su una Pandina scassata per raggiungere i locali. Una volta abbiamo, addirittura, caricato gli amplificatori sul treno”.
Il nuovo album contiene “Resta con me”, la ballata rock presentata all’Ariston e arrivata al tredicesimo posto. Un risultato non eccezionale, ma che ha comunque regalato alle ragazze milanesi una grande visibilità e il Premio Speciale MEI come Miglior Artista Indipendente.
In scaletta ritroviamo anche brani come “Antiproiettile”, “Effetto collaterale”, “FOMO del sabato sera”, “Nuda ma alla moda” e “Glitter”.
Piccoli manifesti femminili e femministi che, fra pop, punk e rock, stigmatizzano la violenza sulle donne, la disparità di genere e il conformismo dilagante, rivendicando la propria diversità e unicità.
Ma non mancano pagine più intimiste, fra racconti emotivi, relazioni complesse e ferite d’amore.
In più, il duetto con Cristina D’Avena su “Occhi di gatto”, presentato con successo al festival nella serata delle cover.
“I fan ci hanno sempre sostenuto. Ci dicevano: prima o poi ce la farete. E ora per noi si stanno aprendo orizzonti nuovi. Anche se, in fondo, siamo sempre le stesse” ribadisce Dani, chitarrista ritmica, anche lei presente sin dagli inizi.
E fra poco, dopo le presentazione negli “instore”, il gruppo tornerà alla sua vera “essenza”, cioè la dimensione live. Con il piglio spavaldo, i suoni roboanti, il look vistoso, l’energia contagiosa e la ferrea determinazione che ha da sempre contraddistinto le Bambole di Pezza.
La prima data sarà il 15 aprile aprile al Fabrique di Milano. Poi il tour toccherà altri club a Firenze, Padova, Torino, Bologna, Roma e Napoli.
E per l’estate, c’è da giurarci, non mancheranno altre occasioni di vederle in concerto.