di Alessia de Antoniis
Cosa succede oggi al teatro off in Italia? Inventaria 2026 prova a dare una risposta concreta partendo da Roma.
Roma ospita per un mese Inventaria, la festa del teatro off, ma la notizia vera è che mentre tanta cultura istituzionale parla di contemporaneo, qui c’è un festival che lo mette davvero in scena, selezionando 13 progetti da oltre 400 compagnie e offrendo alle compagnie non solo visibilità, ma possibilità concreta di circuitazione. In altre parole: meno passerella, più ecosistema.
Dal 15 maggio al 17 giugno, la XVI edizione di Inventaria – La festa del teatro off attraversa quattro teatri di Roma — Spazio Nous, Teatro Trastevere, Teatro Tordinona e TeatroBasilica — con 7 spettacoli, 6 demo e 9 serate. Ma il punto non è soltanto il cartellone: è la struttura che il festival prova a costruire attorno alle compagnie. La rete di 34 partner in 13 regioni mette infatti in palio 48 repliche e 22 giorni di residenza artistica, trasformando la vetrina in una possibilità concreta di circuitazione.
È qui che Inventaria prova a spostare il discorso. Il teatro indipendente non viene presentato come una forma minore in attesa di legittimazione, ma come uno spazio in cui il limite costringe a una radicalità diversa: meno apparato, più invenzione; meno distanza, più esposizione; meno comfort, più rischio.
Anche il programma, del resto, sembra disegnato per leggere alcune fratture precise del presente. Il 15 e 16 maggio allo Spazio Nous si parte con Cantanti de Le Scimmie e con Under 30 Bombe Nemiche di Filippo Beltrami: da una parte il mondo dei collaboratori di giustizia, dall’altra una generazione che immagina la guerra solo quando le esplode dentro casa.
Il 26 maggio al Teatro Trastevere, Distinti saluti sposta il fuoco sul burnout e sulla retorica tossica del “grande salto”. Dal 3 al 5 giugno, al Teatro Tordinona, arrivano Gli stupidi sogni di Morgan, Il pedagogo dell’infame e Baby Miss: tre lavori diversissimi che però tornano tutti, in modi opposti, sul rapporto fra desiderio, manipolazione, violenza e fallimento.
Poi il 15 e 16 giugno, al TeatroBasilica, la sezione Demo porta in scena sei studi brevi ancora in formazione, dove già affiorano temi come luce e verità, insonnia, identità digitale, algoritmi e mondi immaginari costruiti per difendersi.
Il 17 giugno la chiusura, fuori concorso, è affidata a Il Viaggio di DoveComeQuando.
Inventaria funziona perché smette di chiedere legittimazione e comincia, semplicemente, a esercitare una funzione. Non si limita a mettere in fila spettacoli: costruisce connessioni, occasioni, possibilità di durata. E in un tempo in cui il contemporaneo viene spesso nominato più che praticato, non è poco. Non solo una rassegna, ma un tentativo di costruire un ecosistema dove il teatro indipendente non sia tollerato, ma necessario.
Inventaria 2026 non è solo un festival di teatro off a Roma, ma un modello che mette in relazione produzione, circuitazione e nuove scritture sceniche. Ed è forse da qui che passa oggi il futuro del teatro indipendente in Italia.
Teatri: Spazio Nous — via Lucrino 15 (Quartiere Africano) – Teatro Trastevere — via Jacopa de’ Settesoli 3 (Trastevere) – Teatro Tordinona — via degli Acquasparta 16 (Piazza Navona) – TeatroBasilica — piazza di Porta San Giovanni 10 (San Giovanni)
Programma (tutti gli spettacoli ore 21.00)
Biglietti: Intero: 15 € – Ridotto: 12 € – Ridottissimo: 7 € (iscritti Inventaria e operatori, con prenotazione)
Info: dovecomequando.net