di Alessia de Antoniis
“Buffoni! Buffoni! Buffoni!”. L’Enrico IV entra così, con una delle pagine più feroci di Pirandello. Con un “monologo a due” che si interrompe quasi subito; tornerà soltanto alla fine. In mezzo c’è Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop, scritto e diretto da Mario Perrotta, presentato a Primavera dei Teatri.
Paola Roscioli e Dalila Cozzolino, entrambe già finaliste ai Premi Ubu, costruiscono una partita agguerrita su due lati del tavolo. Una recitazione sostenuta, la loro, dai ritmi a tratti incalzanti, quasi senza respiro, che sa scivolare in momenti di ascolto reciproco. Sono sincronizzate, complici, sempre pronte a scambiarsi il centro della scena: una diventa lo specchio deformato dell’altra, il riflesso che corregge, accusa, smaschera. Gatto e topo si scambiano continuamente di posto e lo spettatore non riesce mai a stabilire con certezza chi insegua chi, chi stia conducendo il gioco e chi ne sia già prigioniera.
Un testo che ha in sé una rottura strutturale. Un copione che si spezza: le due attrici litigano, il meta-teatro entra senza preavviso, le ragioni stesse dello spettacolo vengono rimesse in discussione in scena. È il dispositivo più rischioso, e anche il più onesto, ed è dove emerge il vero soggetto del lavoro: non il parallelo social-Pirandello, che pure percorre tutta la drammaturgia, ma una donna che usa Pirandello per parlare della propria incapacità di stare nel mondo. “La mia vita è in pausa, quella vera, perché ne ho paura”.
Perrotta evita il santino e la conferenza mascherata da teatro. Le figure — Enrico IV, l’uomo dal fiore in bocca, Ciampa, il signor Moscarda — non vengono evocate con reverenza, ma convocate, interrogate, disturbate: portate a verificare se abbiano ancora qualcosa da dire, se le loro fratture siano ancora le nostre. Qualcuno, nessuno, centomila non racconta i social come la versione 2.0 dell’identità plurale, intuizione corretta ma ormai acquisita: racconta come l’ansia dello sguardo altrui, il terrore di essere definiti da una parola sola (pazzo, storto, tucano), non si è attenuata con la rete. Si è moltiplicata in un modo che Pirandello non avrebbe potuto immaginare, ma che avrebbe riconosciuto immediatamente.
Quando il monologo dei buffoni torna, alla fine, lo recitano due facce di una medaglia che nel frattempo hanno attraversato tutto questo. E si sente.
Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop Regia: Mario Perrotta Con: Paola Roscioli, Dalila Cozzolino Drammaturgia: Mario Perrotta, Dalila Cozzolino – Produzione: Permàr Compagnia Mario Perrotta Visto a: Primavera dei Teatri, Castrovillari, maggio 2026
