Firenze si prepara ad accogliere la XII edizione del FLO.RE. Festival, una delle manifestazioni più riconoscibili e strutturate nel panorama dello spettacolo dal vivo contemporaneo. Dal 5 al 29 giugno 2026, la città diventerà il palcoscenico di una fitta trama di concerti, talk e percorsi interdisciplinari promossi dal Centro Studi Musica & Arte, uniti quest’anno sotto il titolo programmatico di Voci d’Acqua.
Dopo aver indagato la simbologia dell’albero nella scorsa edizione, il festival compie un passaggio essenziale: se l’albero rappresenta la crescita, l’acqua ne costituisce il principio vitale, il nutrimento e il flusso temporale. Un legame profondamente radicato nella storia di Firenze, che anche richiama la memoria dell’alluvione del 1966, in occasione del sessantenario. Non mera celebrazione astratta o puramente ecologista, il festival rileggerà quell’evento epocale in un’ottica collettiva, grazie alla lettura di lettere inedite dei cittadini indirizzate al sindaco del tempo, Piero Bargellini, messe a disposizione dall’omonimo Studio.
Il cartellone artistico, curato dalla direzione generale di Simone Paiano e dalla direzione artistica del pianista Gregorio Nardi, si dispiega attraverso una costellazione di eventi ospitati nei luoghi più prestigiosi del patrimonio storico-architettonico fiorentino: dalla Fondazione Zeffirelli alla Galleria dell’Accademia, dai Musei del Bargello a Palazzo Medici Riccardi, fino alla Biblioteca Marucelliana e all’Istituto Geografico Militare.
La proposta musicale si articola in tre grandi rassegne complementari – Concerti in Divenire, La Voce del Tempo e L’Italia che Emerge – in cui intento è far dialogare interpreti di chiara fama internazionale con la nuova generazione di musicisti attivi nei circuiti europei. Tra i nomi di spicco figurano Pier Narciso Masi, Matteo Fossi, Gemma Bertagnolli, Egidius Streiff e Mariana Doughty, affiancati dall’ensemble barocco dei professori dell’Orchestra RAI di Torino, La Mole Armonica, impegnato in un’evocativa lettura della Tempesta stravinskiana e vivaldiana.
Di particolare rilievo scientifico e filologico si preannuncia l’appuntamento del 20 giugno alla Fondazione Zeffirelli, un progetto interdisciplinare che ben illustra la visione dei curatori della kermesse. L’evento esplorerà la figura del costumista e scenografo e costumista Danilo Donati in relazione al cinema di Visconti, Zeffirelli, Fellini e Pasolini, con una relazione della storica del cinema Maria Alberti e contributi video di Veronica Citi. La parte musicale di questo focus vedrà proprio il direttore artistico Gregorio Nardi impegnato in una raffinata operazione di riscoperta cameristica: accanto a pagine ispirate all’universo circense felliniano, verrà proposta la produzione meno nota e raramente eseguita di Nino Rota per organico di clarinetto, violoncello e pianoforte, restituendo la dovuta centralità a un repertorio di raro ascolto.
Il festival estenderà i propri confini oltre la dimensione concertistica grazie a una serie di dialoghi di valore accademico. Segnaliamo tra questi l’intervento del dantista Domenico De Martino sull’iconografia dell’acqua nell’opera di Alighieri e la lectio di Sara Taglialagamba sul legame tra l’ingegno di Leonardo Da Vinci e il governo delle acque, realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e l’Istituto Geografico Militare. L’edizione del 2026 si configura quindi come un invito ad ascoltare ciò che scorre nella musica, nella storia e nella coscienza civile di una città dalla storia unica. Per consultare il calendario dettagliato degli appuntamenti, le sedi dei concerti e le modalità di accesso, si rimanda al sito ufficiale della manifestazione, www.floremusicfestival.it.
