Taormina, simulacro della letteratura senza librerie 
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Taormina, simulacro della letteratura senza librerie 

Ogni anno a giugno tra Taormina Film Fest e Taobuk, grandi nomi della cultura trovano ospitalità in uno dei luoghi più magici del mediterraneo, un tempo frequentato da Geothe, Oscar Wilde e molti altri. Eppure da dieci anni non esiste più un negozio di libri.

Taormina, simulacro della letteratura senza librerie 
La libreria Bucolo chiusa a Taormina nel 2016.
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12 Giugno 2026 - 17.06 Culture


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di Caterina Abate

Arroccata sul monte Tauro, la perla dello Ionio, con la sua incredibile vista su mare e sull’Etna, Taormina incanta da sempre. La sua storia millenaria inizia all’incirca nel 700 a.C. Il panorama mozzafiato del Teatro Antico è stato di recente persino lo sfondo da cartolina di un G7. 

A Taormina nei secoli è passata storie, arte e letteratura. Non c’è bisogno di fare l’elenco dei popoli che l’hanno abitata. 

Nei tempi odierni, ogni anno a giugno ospita due eventi importanti, un festival del cinema e uno di letteratura, con il passaggio di grandi nomi della cultura. Proprio in questi giorni, si tiene la 72° Edizione del Taormina Film Fest, mentre dal 20 giugno prenderà il via per il sedicesimo anno il Taobuk – Taormina International Book Festival. Eppure ad oggi, la perla dello ionio resta proprio anacronisticamente orfana di una libreria. Non è “strano” che una città che ogni anno ospita un evento legato ai libri non abbia un luogo fisico dove si possano acquistare libri anche negli altri 358 giorni restanti? 

A mio avviso si

Vero è che si trova un bookshop all’interno del sito musealizzato del Teatro Antico, ma con possibilità di acquisti limitati a pochi titoli di ambito turistico. E soprattutto relegato ad un luogo a cui è possibile accedere solo previo acquisto di un biglietto. 

L’assenza di una libreria nel centro di Taormina è una condizione che perdura dal 2016. Ne parlava allora Laura Anello sulla Stampa, dell’imminente chiusura della libreria Bucolo, di Antonella Ferrara, a causa di un caro affitti che non perdonava già dieci anni fa. 

Oggi l’ex proprietaria è ancora presidente di Taobuk, di cui è stata ideatrice a partire dal 2011. E mi sembra questo ancora più un paradosso

Le librerie sono presidi vivi di cultura per tutti, lungo tutto l’arco dell’anno. Così dovrebbe essere. Taormina invece pullula di tutt’altro genere di negozi, diversi marchi di lusso, molti turistici, ma nessuno dove poter sfogliare e poi acquistare un buon libro. Pare che ieri se ne sia lamentato anche l’attore turco Can Yaman, in questi giorni ospite del Taormina Film Fest . 

E pensare che la fortuna moderna di Taormina nasce nel ‘700, quando diviene tappa fondamentale del Grand Tour. Vi soggiornò Goethe e l’incisore Jean Hoël. Più tardi Guy de Maupassant e poi Oscar Wilde. Al calare del diciannovesimo secolo Wihelm von Gloeden sperimentava qui con la fotografia di nudi maschile, pagando i giovanissimi ed efebici ragazzi taorminesi, costruendo un immaginario arcadico e omoerotico. Per D.H. Lawrence il soggiorno a Taormina fu una sorta di trampolino oltre l’Europa, proiettato verso il Mediterraneo. Qui poi scoprì gli scritti di Verga, ed innamorandosene ne divenne traduttore in patria.

Sarebbe inutile continuare un elenco che farebbe del mero nozionismo, e che forse l’ha già fatto.

C’è però una sostanza: che una realtà ad altissima vocazione turistica e culturale come Taormina, con undicimila abitanti e oltre un milione e quattrocento presenze turistiche all’anno, sia ancora ad oggi, da oltre un decennio, sprovvista di una libreria. Poiché ormai trasfigurata in borgo vetrina gentrificato, simulacro di una vita mediterranea totalmente inautentica

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