È andata così, "famiglia aumentata": chi decide quali legami contano

Alla Festa del Cinema di Roma, Gianni Zanasi presenta una commedia con Valentina Lodovini, Valerio Mastandrea, Michele Riondino e Leonardo Lidi. Chi decide cosa è famiglia? Al cinema dal 26 novembre

Gianni Zanasi -Michele Riondino - Valerio Mastandrea -Valentina Lodovini -Leonardo Lidi - E' andata così alla Festa del cinema di Roma - ph. M.Pizzichini - di Alessia de Antoniis
Gianni Zanasi - Michele Riondino - Valerio Mastandrea - Valentina Lodovini - Leonardo Lidi - E' andata così alla Festa del cinema di Roma - ph. M.Pizzichini
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

20 Ottobre 2026 - 19.14


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di Alessia de Antoniis

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Alla Festa del Cinema di Roma, sezione Grand Public, Gianni Zanasi ha presentato È andata così, in sala dal 26 novembre con Vision Distribution. 

Zanasi racconta di non riuscire a partire da un tema: «Ho bisogno di un’immagine che mi stupisca, che non c’entra niente e che mi emoziona». È quella di una donna che chiude gli scuri, butta i cuscini per terra e non vuole più parlare con nessuno. Poi, in un casolare isolato, arrivano i tre uomini più importanti della sua vita, «i suoi tre ex». «Ho cominciato a ridere e non ho più smesso».

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La domanda su che cosa sia una famiglia, nel film, non resta astratta. Quando gli assistenti sociali valutano la situazione di Elisa, sedici anni, la psicologa della Asl enuncia la definizione tradizionale: «Una famiglia è composta da un padre, una madre e dei figli». Tony risponde: «Noi siamo una famiglia aumentata». La battuta, insieme sfrontata e affettuosa, si scontra con un’istituzione che deve valutare la condizione della ragazza e la casa in cui vive. Da lì prende forma la domanda del film: chi può riconoscere i legami che fanno una famiglia?

I figli, intanto, non sono comparse nel teatro degli adulti. Elisa è al centro dell’indagine dei servizi; Marcel, figlio più piccolo di Cecilia e Guido, annuncia di voler fare jazz e teatro e dice di essere gay. La casa è un luogo in cui ciascuno cerca di nominare il proprio desiderio, anche quando gli altri hanno già deciso quale ruolo assegnargli. La famiglia aumentata di Zanasi è un organismo scomposto e precario, ma non per questo meno reale.

La stessa precarietà attraversa il teatro di Christoph, interpretato da Valerio Mastandrea. Il regista di ricerca, finito ai margini dopo il fallimento di uno spettacolo e la denuncia di un giovane attore, continua a difendere l’autonomia dell’arte mentre cerca fondi per lavorare. Mastandrea ha raccontato che per la prima volta, dopo tre film con Zanasi, è stato lui a chiedere quel ruolo: «Avevo capito l’assurdità di questo personaggio, ma anche la profondità e la drammaticità». E ha aggiunto: «Far ridere con la faccia triste è una delle massime aspirazioni». Christoph gli è arrivato anche da un ricordo: «Io e un amico abbiamo riso per tutto l’inverno» davanti a spettacoli di teatro di ricerca «serissimi». Dietro la comicità, però, c’è «un grande fallimento, non solo professionale, di vita». «La chiave è nell’elaborazione di questo dolore».

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Tony, interpretato da Michele Riondino, attraversa il mondo dell’arte con un’altra logica: cerca un’occasione e pensa a come ricavarne qualcosa. Zanasi lo ha immaginato come l’agente rimasto con una sola cliente, una cantante di cui si è innamorato: «È veramente il peggior agente che ti possa capitare». Riondino descrive Tony come un uomo dall’anima punk e romantica, con un ottimismo «non di facciata», ma necessario «per poter continuare a vivere e a respirare», anche se «fa evidentemente tanta fatica». Sul set, racconta, il copione è stato «un punto di partenza»: molte scene sono state riscritte o rifatte, e la malinconia del personaggio è emersa durante le riprese. Anche la scrittura, dice Michele Pellegrini, procede per deviazioni: «Quello che rimane dentro il film è sempre qualcosa di molto lontano da quello che si è pensato».

A Leonardo Lidi, interprete di Guido, il film ha parlato attraverso Ibsen. «Il mio percorso da regista teatrale è iniziato con Spettri», ha detto; quando Zanasi gli ha proposto il ruolo, «si intrecciavano delle cose». Il riferimento non è soltanto una parentela di temi: Lidi ha osservato che «quelli di Ibsen non stavano tanto meglio di noi», e ha descritto il lavoro sul film come un’occasione di studio e di scambio con il cast: «È una fortuna imparare da questi attori straordinari, che mi insegnano tutti i giorni». Per lui, dunque, il nesso con Ibsen apre un percorso dentro il film, dal testo alla relazione con gli altri interpreti.

Scritto da Zanasi con Giacomo Ciarrapico e Michele Pellegrini, È andata così è interpretato anche da Valentina Lodovini, Pier Luigi Pasino, Andrea Furet, Michelangelo Dalisi, Alma Teresa Giardina, Marco Fiore ed Emanuele Maria Di Stefano.

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