Carenza di competenze nel banking tra Ticino e Milano: il ruolo della formazione sul campo secondo ABP Partners
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Carenza di competenze nel banking tra Ticino e Milano: il ruolo della formazione sul campo secondo ABP Partners

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Carenza di competenze nel banking tra Ticino e Milano: il ruolo della formazione sul campo secondo ABP Partners
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31 Marzo 2026 - 20.43


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Il gap di competenze nel settore bancario europeo si sta ampliando. Diversi report sul lavoro finanziario indicano una crescente difficoltà nel reperire profili capaci di gestire progetti di core banking e banking transformation, proprio mentre le banche accelerano su digitalizzazione e integrazione dei sistemi. La carenza riguarda in particolare figure ibride, in grado di combinare tecnologia, regolamentazione e operatività finanziaria.

Questo squilibrio emerge con forza nei programmi più complessi. Migrazioni di core banking, integrazione dei flussi di tesoreria e progetti cross-border richiedono competenze trasversali che raramente si trovano in un unico profilo. È in questo contesto che si sta affermando una figura ancora poco codificata: il project manager bancario, una figura professionale che opera tra IT, business e governance.

Il limite della formazione tradizionale

Secondo diversi operatori del settore, il problema è strutturale. I percorsi accademici continuano a offrire basi teoriche solide, ma spesso non preparano alla complessità operativa delle banche moderne. Core banking, treasury e gestione dei dati richiedono esperienza diretta, soprattutto nei contesti internazionali.

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Il divario diventa evidente nei progetti che coinvolgono più giurisdizioni, dove sistemi e normative devono essere coordinati in modo preciso. In questi scenari, la difficoltà non è solo tecnica, ma riguarda la capacità di comprendere il funzionamento complessivo della banca.

Ticino e Milano come laboratorio della trasformazione bancaria

L’asse tra Ticino e Milano rappresenta uno dei punti più rilevanti di questa evoluzione. La Svizzera mantiene un forte focus su controllo e disciplina operativa, mentre la Lombardia si conferma come uno dei principali poli finanziari italiani. Molti progetti di core banking e banking transformationche coinvolgono più Paesi vengono gestiti proprio lungo questo corridoio.

Questa dimensione cross-border rende l’area particolarmente esposta alla carenza di competenze. Non a caso, negli ultimi anni sono emerse diverse iniziative volte a ridurre il divario tra formazione e operatività.

Il ruolo della formazione sul campo

Tra queste si inserisce anche il percorso avviato da ABP Partners, società con base in Svizzera, che ha sviluppato un programma formativo tra Ticino e Milano rivolto a studenti e neolaureati. L’impostazione è orientata all’esperienza diretta, con esposizione a progetti bancari reali e accesso a sistemi core.

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Un elemento distintivo è la mentorship di Prospero Pica, fondatore di ABP Partners, che segue il percorso con un approccio operativo. “Il talento si costruisce sul campo,” ha osservato recentemente, sottolineando come la formazione nel banking non possa essere separata dall’esperienza concreta.

Il programma include anche una componente internazionale, con esposizione a mercati globali e a modelli finanziari diversi, tra cui la finanza islamica, sempre più rilevante nei flussi bancari cross-border.

Oltre la tecnologia: il tema dell’execution

Il punto sollevato da Prospero Pica si inserisce in un dibattito più ampio nel settore bancario europeo. La trasformazione non dipende solo dall’adozione di nuove tecnologie, ma dalla capacità di integrarle in processi operativi coerenti. In questo senso, la tecnologia deve seguire la banca, non sostituirla, perché il cambiamento passa prima di tutto dal funzionamento reale dell’organizzazione.

Questo aspetto diventa particolarmente rilevante nei progetti di core banking, dove errori di governance o di gestione dei dati possono avere impatti significativi. La mancanza di figure capaci di gestire questa complessità rappresenta uno dei principali rischi per le banche impegnate in programmi di trasformazione.

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Una sfida aperta per il banking europeo

Il tema della formazione resta quindi centrale per il futuro del settore tra Svizzera e Italia. Il corridoio tra Ticino e Milano continua a rappresentare un osservatorio privilegiato per capire come il banking europeo stia affrontando il problema delle competenze.

Resta aperta una questione chiave: se la domanda di profili ibridi continuerà a crescere, il sistema formativo sarà in grado di adattarsi con la stessa velocità? Nel frattempo, il gap tra competenze richieste e disponibili continua ad ampliarsi, rendendo la formazione operativa uno dei temi più rilevanti della trasformazione bancaria in corso.

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