L’attenzione di Elon Musk per il tema della maggioranza bianca starebbe diventando sempre più marcata. Secondo un’analisi del Guardian, a gennaio il patron di Tesla e X avrebbe pubblicato o rilanciato contenuti legati a teorie sull’immigrazione, presunte discriminazioni contro i bianchi e narrazioni complottiste in 26 giorni su 31.
Tra i post più discussi, Musk ha scritto che i bianchi sarebbero “una minoranza in rapido declino” e ha condiviso contenuti di influencer anti-immigrazione incentrati sui cambiamenti demografici. In altri interventi ha sostenuto che i bianchi subirebbero discriminazioni sistemiche o che esisterebbe un “genocidio” contro di loro in diversi Paesi. Ha anche rilanciato messaggi secondo cui, diventando minoranza, i bianchi rischierebbero di essere “massacrati”.
Secondo Heidi Beirich, cofondatrice del Global Project Against Extremism, se quei messaggi non fossero firmati da Musk sembrerebbero provenire da un suprematista bianco. Anche William Braniff, ex responsabile dell’ufficio del Dipartimento per la Sicurezza Interna Usa contro terrorismo ed estremismo, ha affermato che diversi post richiamano in modo esplicito teorie cospirazioniste tipiche dell’estrema destra, come quella della “grande sostituzione”, secondo cui élite liberali o gruppi ebraici starebbero favorendo l’immigrazione per rimpiazzare le popolazioni bianche.
Gli esperti avvertono che la diffusione di queste idee da parte di una figura con un’enorme visibilità pubblica contribuisce a normalizzare narrazioni che in passato sono state collegate a episodi di violenza estremista, tra cui attentati negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda.
Musk ha più volte respinto le accuse di razzismo o antisemitismo, dichiarando di condannare il terrorismo e di non sostenere la “great replacement theory”. In diverse interviste ha negato di essere vicino a ideologie suprematiste o neonaziste.
Una parte consistente della sua attività su X consiste nel rilanciare contenuti di attivisti e influencer dell’area nazionalista o anti-immigrazione, talvolta con brevi commenti di approvazione. Tra questi figura anche Martin Sellner, attivista austriaco legato al movimento identitario, noto per aver promosso il concetto di “remigrazione”, ossia il rimpatrio di massa degli immigrati. Sellner respinge l’etichetta di suprematista bianco e afferma di non sostenere alcuna forma di terrorismo, pur rivendicando di aver contribuito a rendere più centrali nel dibattito pubblico temi come la “sostituzione demografica”.
Secondo diversi studiosi dell’estremismo, le teorie rilanciate online sono state presenti nei manifesti di alcuni attentatori responsabili di gravi stragi negli ultimi anni. Per questo motivo, sostengono, la loro diffusione da parte di personalità influenti comporta rischi significativi in termini di polarizzazione e radicalizzazione.
Musk, dal canto suo, continua a difendere le proprie posizioni come basate su dati e considerazioni demografiche, accusando i critici di etichettare come “estremiste” opinioni che a suo dire riflettono preoccupazioni diffuse su immigrazione e identità nazionale.