Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports e condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con numerosi centri di ricerca in Europa e Nord America, ha confermato l’importanza della tempestività delle restrizioni nel ridurre il tasso di mortalità del Covid, oltre ad illustrare un messo tra mobilità locale e mortalità nelle ondate italiane pre-vaccinali di febbraio 2020 e febbraio 2021.
É proprio partendo dai dati di queste due ondate in Italia che questo studio scientifico ha potuto proporre una nuova tipologia di approccio per monitorare l’andamento del virus sul territorio, mettendo a disposizione strumenti utili per comprendere l’evoluzione della pandemia in assenza di immunità vaccinale.
Lo studio spiega come le due ondate analizzate differissero negli andamenti della mortalità: mentre nella prima le curve di mortalità presentavano picchi più elevati ma più concentrati a livello territoriale, nella seconda ci si è imbattuti in un’ondata maggiormente diffusa in tutto il Paese. Nonostante queste differenze, in entrambi i casi le province italiane si sono distribuite in tre cluster: uno a mortalità lieve e due a crescita esponenziale intermedia e severa.
La coordinatrice dello studio, la professoressa Francesca Chiaramonte, ha dichiarato che sebbene negli anni la consapevolezza dei costi legati alle restrizioni sia aumentata, i risultati del loro studio “suggeriscono che queste misure possono giocare un ruolo fondamentale nel ridurre l’impatto di una epidemia nelle fasi in cui i vaccini non sono ancora disponibili”.
