Il priapismo verbale di Donald Trump — fatto di minacce continue, ostentazione di forza e insulti volgari — non è un eccesso di sicurezza. È, al contrario, il segno più evidente di un complesso di evirazione: più il linguaggio si irrigidisce in una potenza permanente, più rivela il timore di perderla. La sua arroganza volgare fatta di parolacce e insulti non dimostra forza; la maschera. E sotto, si intravedono paura e insicurezza.
Per capire questo meccanismo, vale la pena richiamare Jacques Lacan, uno dei principali psicoanalisti del Novecento. Lacan rilegge Sigmund Freud sostenendo che l’identità e il potere non sono mai dati naturali o stabili, ma costruzioni simboliche: si reggono sul linguaggio, sul riconoscimento degli altri, e soprattutto su una mancanza strutturale che nessuno può colmare del tutto.
In questo quadro, il “Fallo” non è un organo ma il simbolo del potere e della completezza. E il punto decisivo è che nessuno lo possiede davvero: ogni soggetto deve continuamente “metterlo in scena” per sostenere la propria posizione. Quando questa messa in scena diventa eccessiva, rigida, ossessiva, segnala non una pienezza, ma una crepa.
Trump sembra non poter tollerare proprio questa crepa. Il suo linguaggio ipertrofico — sempre alto, sempre aggressivo, sempre sopra le righe — funziona come una copertura. La minaccia reiterata, l’insulto che degrada l’altro, la teatralità della forza: non sono semplici scelte retoriche, ma un dispositivo difensivo contro il limite.
Il limite, in politica, è ovunque: nelle istituzioni, nei vincoli, nella necessità di mediazione. Ma per chi vive questi limiti come una perdita, il compromesso diventa castrazione simbolica, l’ascolto un cedimento, la negoziazione una forma di mutilazione. È qui che il fantasma dell’evirazione prende forma: come paura costante di essere ridimensionati, esposti, resi insufficienti.
Ne deriva una parola che non governa il reale ma lo respinge. Una parola che deve continuamente dimostrare ciò che non può mai essere garantito una volta per tutte. Più Trump insiste nel mostrarsi intoccabile, più lascia intravedere quanto quella intoccabilità sia fragile — e quanto lavoro serva, ogni giorno, per sostenerne l’illusione.
Quindi fermatelo-
Argomenti: donald trump