Il governo spagnolo ha annunciato una serie di interventi legislativi e regolatori volti a limitare l’influenza dei social media sui cittadini, in particolare sui minori, e a contrastare la diffusione di contenuti illegali o d’odio. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere le piattaforme responsabili delle violazioni e di proteggere i giovani dal cosiddetto “digital wild west”.
Il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha spiegato: “A partire dalla prossima settimana, il mio governo attuerà le seguenti azioni: Innanzitutto, modificheremo la legge in Spagna per ritenere i dirigenti delle piattaforme legalmente responsabili di numerose violazioni che avvengono sui loro siti. In secondo luogo, trasformeremo la manipolazione algoritmica e l’amplificazione di contenuti illegali in un nuovo reato.
In terzo luogo, implementeremo un sistema di tracciamento dell’odio e della polarizzazione per monitorare, quantificare e denunciare come le piattaforme digitali alimentino la divisione e amplifichino l’odio. In quarto luogo, la Spagna vieterà l’accesso ai social media ai minori di 16 anni.
Le piattaforme saranno tenute a implementare sistemi efficaci di verifica dell’età: non semplici caselle di controllo, ma barriere reali e funzionanti. Quinto e ultimo, il mio governo collaborerà con il nostro pubblico ministero per indagare e perseguire la violazione commessa da Grok, TikTok e Instagram.”
La mossa del governo spagnolo arriva in un momento in cui molti Paesi europei discutono regole più stringenti per i giganti tecnologici, con l’intento di contrastare la disinformazione, la polarizzazione e i rischi legati alla presenza online dei minori. Le dichiarazioni di Sánchez pongono ora l’attenzione sulla responsabilità diretta dei dirigenti delle piattaforme e sull’uso della tecnologia per monitorare comportamenti e contenuti dannosi.