Discarica di Bussi: acqua contaminata per 700mila persone
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Discarica di Bussi: acqua contaminata per 700mila persone

La relazione dell’Istituto superiore della sanità (Iss) sui terreni contaminati scoperti dalla Forestale a Pescara nel 2007 è stata presentata al processo in Corte d'Assise.

Discarica di Bussi: acqua contaminata per 700mila persone
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26 Marzo 2014 - 10.58


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Almeno 700mila persone hanno consumato “l’acqua contaminata da sostanze di accertata tossicità” distribuita in un vasto territorio “senza limitazioni d’uso e di controllo anche per fasce a rischio di popolazione, utenze sensibili come scuole e ospedali”. Non lascia troppe speranze la relazione dell’Istituto superiore della sanità (Iss) sulla discarica di Bussi, 25 ettari di terreno contaminati scoperti dalla Forestale di Pescara nel 2007.

La relazione di 70 pagine, è stata richiesta e depositata dall’Avvocatura dello Stato durante il processo di Bussi in Corte d’Assise a Chieti dall’avvocatura dello Stato che difende il ministero, parte civile nel processo che il 4 aprile ospiterà la requisitoria dei pm Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli.

Per questa discarica, nel 2007, dopo i primi rilievi e accertamenti furono emessi 33 avvisi di garanzia nei confronti degli allora vertici dell’Aca di Pescara, dell’Ato e di ex amministratori della Montedison, che dagli anni Sessanta al 2001 ha gestito il polo chimico, acquisito nel 2002 dalla Solvay società anche questa coinvolta nella delicata inchiesta giudiziaria, anche se i vertici dell’azienda, in merito alla chiusura della fase di indagini che hanno seguito il sequestro preventivo delle discariche a nord del sito industriale di Bussi, ribadiscono “la propria estraneita” ai fatti oggetto dell’indagine. “I legali di Solvay – fanno sapere dalla Solvay – hanno preso visione degli atti processuali, a seguito della chiusura delle indagini avviate doverosamente dalla Procura di Pescara, a fronte di un’infondata e ovviamente interessata denuncia presentata da Edison, e nelle prossime ore chiederanno l’archiviazione delle accuse.

Per l’azienda dunque non esistono le prove circa il suo coinvolgimento per quanto riguarda l’inquinamento pregresso e da quando è partita l’emergenza ambientale nel 2007, nell’area di Bussi sul Tirino, ha da subito collaborato completamente con tutti gli Enti e le forze di investigazione. L’area è attualmente sotto sequestro. Due giorni fa, intanto, la Procura di Pescara ha chiuso l’inchiesta bis sulla discarica, formalizzando le accuse di omessa bonifica per sette vertici della Solvay. Gli indagati hanno respinto le accuse.



Il documento, redatto da Riccardo Crebelli e Luca Lucentini, consulenti tecnici dell’avvocatura dello Stato

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