Sant'Egidio e beni immobili, più ombre che luci

Indagine di Fabrizio Santori (consigliere regionale) e Marco Giudici (consigliere del XII Municipio). Presentato un dossier in Procura. "L'assessore Cutini si dimetta".

Sant'Egidio e beni immobili, più ombre che luci
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23 Aprile 2014 - 15.22


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di Claudio Bellumori

Al catasto risultano cinquantadue immobili: una parte è adibita ad attività sociali, della fetta più grande non si conosce la destinazione e in alcuni di questi abitano professori universitari oltre a dirigenti della comunità di Sant’Egidio. Da qui parte la denuncia di Fabrizio Santori e Marco Giudici, rispettivamente consigliere regionale e consigliere del XII Municipio. L’indagine portata avanti dai due si concentra sul fenomeno delle roulotte in strada e della proprietà immobiliare di Sant’Egidio.

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“Chiediamo che la comunità trasteverina, principale responsabile del degrado delle roulotte adibite a dimora e disseminate su strada, ospiti cinque indigenti per ogni casa – affermano – così da risolvere subito il problema dei clochard nelle roulotte. Inoltre, prima di chiedere che i rom, sinti e caminanti possano accedere alle case popolari, Sant’Egidio dovrebbe ospitarli nelle proprie case”. Un messaggio, questo, ribadito oggi nel corso della conferenza stampa organizzata dalla mamma di Carlo Macro, vittima dell’omicidio del Gianicolo, ucciso da un clochard il 17 febbraio scorso. Presenti all’incontro anche lo zio di Carlo, Carlo Bramonti e il fratello Francesco Macro.

“Consegneremo alla procura di Roma l’intero dossier – annunciano Santori e Giudici – comprensivo dell’inquietante audio in cui due senzatetto raccontano come in passato venne loro offerta un roulotte in cambio di denaro. Sarà la stessa Procura, che già ci ha dato ragione aprendo un’inchiesta per abuso edilizio, invasione di terreni e deturpamento e imbrattamento di cose altrui, ad accertare la fondatezza di quelle registrazioni. Quelle roulotte rappresentano anche un pericolo, perché all’interno vi dimorano anche soggetti pericolosi, come il rapinatore agli arresti domiciliari a via Vitellia, gli spacciatori arrestati la scorsa settimana dimoranti alla stazione Trastevere e colui che si è rivelato l’assassino di Carlo”.
L’appello finale di Fabrizio Santori e Marco Giudici è rivolto al sindaco Ignazio Marino “deve risolvere questo problema e costituirsi parte civile al fianco della famiglia, in rappresentanza di tutti i cittadini romani”. E a Rita Cutini, assessore al Sociale nonché esponente della comunità Sant’Egidio, che “deve dimettersi, perché in evidente conflitto di interessi e perché fa tutto fuorché rappresentare gli interessi dei cittadini e degli indigenti”.

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