Naufragio a Lampedusa: 17 morti e 200 dispersi

Nuova strage nel mare di Sicilia. Il bilancio delle vittime potrebbe salire: secondo i sopravvissuti a bordo dell'imbarcazione c'erano oltre 400 persone.

Naufragio a Lampedusa: 17 morti e 200 dispersi
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13 Maggio 2014 - 09.04


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Sono oltre duecento i migranti salvati nelle ultime ore dalle navi italiane e dai mercantili dirottati in zona, 17 li hanno recuperati già cadaveri, molti altri, probabilmente altri 200, sono già in fondo al mare se è vero che sul barcone erano in 400. Sono questi i drammatici numeri dell’ennesima strage di migranti a largo di Lampedusa, a 40 miglia dalle coste della Libia. Le salme sono sulla nave Grecale, assieme a 206 sopravvissuti, che sta facendo rotta verso Catania.

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Intanto la nave “Sirio” sta facendo rotta verso il porto di Augusta con a bordo altri 295 immigrati soccorsi nel Canale di Sicilia. Solo pochi giorni fa un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano.

Aperta un’inchiesta per omicidio colposo plurimo – Sul naufragio la Procura distrettuale di Catania ha aperto un’inchiesta ipotizzando i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Nel capoluogo etneo si stanno intanto approntando i sistemi di accoglienza per i superstiti al naufragio, con interventi coordinati dalla Prefettura. Sono stati già pre-allertati la Protezione civile e le associazioni di volontariato di diversi settori.

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Le reazioni della politica e le frecciatine a Bruxelles – L’Italia rinnova le accuse all’Europa di lasciarla sola e Bruxelles sembra ammettere le sue responsabilità. Matteo Renzi sarà in Sicilia domani per trattare “in maniera più approfondita” l’intera vicenda. Il premier ribadirà con ogni probabilità che l’immigrazione sarà una delle priorità del semestre italiano di presidenza dell’Ue e chiederà un maggior coinvolgimento dell’Europa.

Cosa che Angelino Alfano ha già fatto ieri, ‘minacciando’ Bruxelles: “le nostre navi sono lì a recuperare morti e a soccorrere i vivi, l’Europa non ci sta aiutando. O l’Europa ci aiuta a presidiare la frontiera o faremo valere il principio che il diritto d’asilo riconosciuto dall’Italia si possa esercitare in tutta Europa”. “Non siamo disponibili a sacrificare 20 mila vite in mare per lo 0,5% in più alle Europee”, ha aggiunto.

“Ha ragione Alfano, l’Europa ci lascia soli” ha detto in serata il premier Renzi: “non può salvare gli stati, le banche e poi lasciare morire le madri con i bambini”.

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La commissaria europea agli Affari interni Cecilia Malmstroem si è detta “profondamente colpita dalla nuova tragedia”. Ringraziando le autorità italiane per i gradi sforzi messi in campo per prevenire episodi simili, e che con il contributo della Commissione hanno salvato molte vite, l’eurocommissaria ha rilevato come sfortunatamente in questo caso tutto quel che si è fatto non ha potuto evitare la perdita di vite umane.

Ma poi Malmstroem ha richiamato tutti i paesi Ue alle loro responsabilità. “Se ognuno accogliesse solo poche migliaia di persone, farebbe una grande differenza per le centinaia di migliaia che hanno bisogno di alloggio e aiuterebbe ad allentare le pressioni nel mediterraneo. E’ giunto il momento di tradurre le parole in fatti e chiedo che la questione venga formalmente discussa al prossimo consiglio Affari interni”.

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