«Quello che continuo a pensare è che Renzi abbia ottime capacità di comunicazione, e che questa non sia solo apparenza ma sostanza. Si è impegnato a fare le riforme, dipende da come e se le farà, ma è normale che un imprenditore e manager come me faccia il tifo». Ad affermarlo è Pier Silvio Berlusconi che ha aggiunto: «se mi capitasse mi farebbe piacere» incontrare Renzi.
Il vicepresidente di Mediaset chiarisce però che più che di endorsement verso il premier preferisce parlare di «realismo di chi dice che se non si riesce a dare una scossa ai consumi e all’economia entro dicembre, questo Paese non avrà grandi speranze». «Se non ci riesce un premier giovane e con qualità che alle ultime elezioni europee ha ricevuto un consenso dal 40,8% degli elettori – continua Pier Silvio Berlusconi -, sarà un fallimento per lui ma soprattutto per l’Italia».
Il figlio dell’ex premier parla dell’apertura al mercato di Mediaset Premium e dell’interesse per un’alleanza con la spagnola Telefonica: «Spesso noi veniamo vissuti come colossi prepotenti perchè il nostro fondatore, Silvio Berlusconi, è stato capo del governo in Italia. In realtà i colossi non siamo noi. Anzi, siamo stati costretti a difenderci da un attacco che voleva spazzarci via, come dimostra la vicenda dei diritti della serie A». Chiarisce poi che «i 400 milioni di perdite dei quali ogni tanto si legge sono in realtà gli investimenti» su Mediaset Premium. Alla pay tv spagnola l’azienda fornirà «contenuti, canali, oltre a gestire la raccolta pubblicitaria».
Pier Silvio Berlusconi conclude poi dicendo anche che non avrebbe dato 4 milioni per tre anni a Giovanni Floris e che «non ho nemmeno capito perchè vada a La7 dove si troverà a competere con Formigli, Santoro, Paragone, Mentana».
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