La Banca Mondiale mostra una sorprendente concordanza con i commenti del presidente Vladimir Putin di qualche giorno fa, secondo i quali la Russia è riuscita a superare la fase peggiore delle sue attuali difficoltà economiche grazie alla politica fiscale e monetaria decisa dal governo.Negli ultimi due mesi, sostiene la Banca Mondiale, il livello di fiducia nell’economia russa si è leggermente rafforzato e il rublo ha ripreso slanci0 a causa della politica fiscale e monetaria:a dirlo è Laura Truck, vice presidente dell’istituto per l’Europa e l’Asia centrale.
Qualche giorno fa nel corso della conferenza stampa annuale Putin aveva detto che “il peggio è passato”: la Tuck concorda, pur avvertendo che la crisi non è ancora finita e la Russia deve ancora affrontare una serie di sfide econoniche in quanto vi è ancora molta incertezza su come fluttueranno i prezzi del petrolio. La vice presidente crede infatti che ci siano maggiori probabilità che tornino a scendere . Inoltre, l’adeguamento alle nuove condizioni può ancora continuare ad essere piuttosto doloroso, ha dett riferendosi alla redistribuzione di vari fattori necessari per approfittare del tasso di cambio del rublo, che oggi è inferiore a quello dell’anno scorso.
La scorsa settimana, per a prima volta da novembre, la divisa russa è tornata sopra al cambio di 50 rubli contro un dollaro e inoltre a disspetto delle sanzioni Mosca ha chiuso il 2014 con un leggero aumento del Pil (più 0,6 per cento). Nello stesso tempo, Putin ha riconosciuto l’economia russa ha ancora da affrontare molte difficoltà, anche se la crisi ucraina e le sanzioni occidentali hanno accelerato l’espansione della cooperazione con la Cina nei settori politici, militari e di energia.
La politica cinese di apertura e quella della Russia verso Oriente oggi sono strettamente interconnesse, e a giudizio di molti osservatori stanno cambiando il panorama mondiale. La crisi ha provocato un più rapido sviluppo tra tre gruppi di partner (Cina-Russia, Cina-Corea del Sud, Giappone-India). Mentre l’espansione della cooperazione tra Mosca e Pechino sta gradualmente diventando una minaccia per il dominio degli Stati Uniti.
Al momento, il volume degli scambi tra i due paesi ammonta a 100 miliardi di dollari all’anno ed è destinato a raddoppiare nei prossimi cinque. Il prossimo 9 maggio, inoltre, i leader di 26 Paesi tra cui Cina, India, Vietnam, Corea del Nord e Mongolia parteciperanno a Mosca alla parata del Giorno della Vittoria nella seconda guerra mondiale ed infine, la decisione della Russia di aderire alla “ Infrastructure Asian Investment Bank” rafforza l’idea che si intensificheràe la cooperazione con questi Stati.
Russia e Cina hanno già raggiunto un consenso per quanto riguarda la fornitura missili russi “Su-35” ed leaders di entrambi i Paesi hanno il progetto pdi tenere esercitazioni navali congiunte nel Mar Nero: secondo gli osservatori, tutto
questo significa che Mosca e Pechino stanno prendendo una posizione strategica comune per affrontare gli Stati Uniti in una “nuova era della guerra fredda”.
Fonti: Agenzie, China Times
