La Slovenia potrebbe presto trovarsi ad affrontare un netto aumento dei richiedenti asilo. Il ministero dell’Interno ritiene questo scenario molto probabile soprattutto quando il muro innalzato dall’Ungheria al confine con la Serbia sarà completato. I flussi dei migranti che attraversano i Balcani potrebbero infatti deviare a Ovest e tentare il passaggio attraverso Croazia e Slovenia appunto.
Il Paese ha pertanto elaborato un piano d’azione per questo scenario, anche se non è ancora chiaro quale possa essere la reale risposta se i migranti dovessero presentarsi in massa alle frontiere.
Già nel mese di luglio la Slovenia ha adottato un piano di emergenza, come del resto hanno fatto tutti gli Stati membri dell’Ue. Il documento delinea diversi scenari a seconda del numero dei migranti. Il più grave è stato pensato per far fronte alle esigenze di 900 richiedenti asilo. In tal caso sarebbe necessario l’utilizzo temporaneo di caserme militari.
Lubiana ha, inoltre, dimostrato solidarietà verso la Serbia, prevedendo di fornire aiuti per gestire l’enorme afflusso di migranti.
ll primo ministro Miro Cerar ha, dal canto suo, dichiarato come il Paese sia assolutamente preparato ad accogliere i rifugiati con umanità.
Intanto la filiale slovena di ADRA, un ente di beneficenza internazionale, ha inviato proprio venerdì scorso 2,5 tonnellate di vestiti e altre cose essenziali nell’isola greca di Lesbo destinate ai profughi che vi approdano.
Il primo dei bastimenti previsti è stato trasportato a Lesbo dalla compagnia di bandiera Adria Airways. Nei prossimi giorni altri carichi raggiungeranno, invece, via treno, la Serbia.
Si rivela poi che l’ente benefico abbia raccolto circa 8 tonnellate di aiuti anche grazie alla promozione di due cittadini sloveni che hanno trascorso le loro vacanze sull’isola greca proprio per dare una mano nel campo profughi locale.
“Con questa campagna gli sloveni hanno dimostrato la loro responsabilità sociale e l’empatia”, ha detto Jure Poglajen, uno dei due sloveni che ha fatto valere il suo aiuto a Lesbo. “Spero che il governo farà altrettanto quando i rifugiati verranno a bussare alla nostra porta”, ha aggiunto.
Fonte: STA – Hina