Dalla Russia arriva a sorpresa una notizia che sembra poter preludere ad una svolta nella confusa guerriglia siriana. Una delegazione della “Free Syrian Army”(FSA), ovvero la versione più recente della resistenza “moderata”appoggiata dagli Usa, ha visitato Mosca dando avvio ad una serie di contatti che potrebbero imprimere una svolta all’efficacia degli schieramenti in campo.
/Lo ha fatto sapere il vice ministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov, che rispondendo ad una domanda il proposito ha detto “sì, diverse persone erano qui”, aggiungendo che a domenica scorsa, i membri della “Free Syrian Army” hanno inviato alla Russia la proposta di iniziare colloqui al Cairo sulla cooperazione nella soluzione del conflitto siriano.
Il ministero degli Esteri russo ha più volte dichiarato di essere pronto a collaborare con la FSA e ha chiesto agli Stati Uniti ed al Regno Unito assistenza per stabilire contatti con il gruppo e coordinare meglio gli sforzi nella lotta contro lo Stato islamico.La FSA è una fazione dell’opposizione siriana, considerata ” moderata” dai Paesi occidentali, e lotta contro l’esercito sregolare rimasto fedele al presidente Bashar Assad dall’inizio di una guerra civile che ormai dura da quattro anni.
Anche i ministri degli esteri di Russia e Stati Uniti hanno incontrato i loro omologhi da Arabia Saudita e Turchia a Vienna , per discussioread alto livello i modi per trovare una soluzione alla crisi siriana. Gli esperti russi ritengono che questi colloqui segnino il primo passo verso la formazione di un’ampia coalizione anti-ISIS.
Il confronto tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov ed il segretario di Stato americano, John Kerry non è riuscito però a produrre un accordo sulle dimissioni del presidente Bashar al-Assad. Le discussioni saranno estese per concentrarsi intorno alla soluzione della crisi siriana e la creazione di un’ampia coalizione anti-ISIS.
Le dichiarazioni di Lavrov hanno indicato che il “quartetto” non è il formato prediletto da Mosca per i negoziati sulla Siria, poiché Mosca vorrebbe che Iran, Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania e altri attori regionali venissero coinvolti nei negoziati.Lavrov ha avuto colloqui anche con il ministro degli Esteri giordano , NaseerJudeh, e le parti hanno convenuto di coordinare le operazioni militari. Gli analisti russi vedono questi colloqui come misura del progresso verso una soluzione per la crisi siriana.
“Era chiaro che le soluzioni non sarebbero state trovate in una sola una riunione, ma le differenze sono così grandi che anche il fatto che si sia tenuto un incontro è un passo avanti – dice Yelena Suponina, capo del Centro per l’Asia e il Medio Oriente dell’Istituto russo di studi strategici – i giocatori internazionali stanno tastando il terreno per un prototipo di una possibile coalizione internazionale”. Uno dei principali punti di dissenso è ancora il destino politico del presidente e su quale sia la soluzione più realistica, ma per il momento si è deciso di lasciare questo argomento fuori dall’equazione e concentrarsi sulla lotta contro il terrorismo.
In Turchia in questa fase è in corso la campagna per le elezioni parlamentari della prossima settimana, e ribadendo la richiesta che “Assad deve andarsene ora” suggerirebbe che Erdogan vuole rilanciarsi in politica estera. «Non riesco a immaginare una situazione in cui Erdogan, con il suo stile di governo autoritario, possa mostrarsi come un politico debole al suo elettorato – dice Leonid Isayev, studioso del mondo arabo e docente presso la Scuola superiore di Economia.Dato che per molti negoziatori questo è un problema di prestigio, sarà importante trovare alla crisi una soluzione in cui nessuna delle parti interessate perda la faccia”.
Fonti: RBTH, Reuter