Le “Forze Democratiche della Siria” sono riuscite a respingere un attacco dei combattenti del “Daesh” contro la città di Tell Abyad, situata vicino al confine turco. Al momento quasi tutta la zona è sotto il controllo delle milizie curde. I combattenti filo governativi hanno respinto l’attacco sulla città siriana di Tell Abyad, situata vicino al confine turco, da parte dei terroristi del Daesh e secondo il rappresentante delle “Forze Democratiche della Siria”, Talal Salah[b/] sono stati uccisi 70 islamisti, cou una ventina di vittime tra i civili e gli uomini delle milizie.
In precedenza la milizia curda aveva riferito che i terroristi islamici del Daesh avevano attaccato Tell Abyad dalla parte del confine con la Turchia provenendo da Raqqa (di fatto la capitale dello Stato Islamico). Oltre a Tell Abyad i jihadisti hanno attaccato diversi altri centri ma tutti gli attacchi sono stati respinti e sono state ripulite le zone che i terroristi erano riusciti a fortificare. “Tell Abyad è ormai quasi interamente controllata dalle truppe delle “Forze Democratiche della Siria”, fatta eccezione per il villaggio di Hammam Turkaman – aggiunge Salah – e le forze curde non hanno riconquistato questo centro perchè ci sono civili che potrebbero essere usati come scudi umanidagli islamisti”.
Tell Abyad si trova a circa 20 chilometri ad est di Kobani, città sotto il controllo della milizia curda. Attraverso Tell Abyad si snoda la strada che collega Kobani con il Kurdistan iracheno. Ma mentre il suo territorio si assottiglia, il cosiddetto Stato islamico viene investito da un’altra[b] orribile accusa: la guerriglia sarebbe impegnata nel commercio di organi degli “indefeli” catturati e uccisi in Siria e in Iraq dall’inizio dello scorso anno. Secondo un grande quotidiano spagnolo, questo ormai si sarebbe trasformato in un business su scala internazionale.
Il prelievo di organi sarebbe cominciato prima negli ospedali nella città di Mosul, un testimone parla di 183 operazioni per l’espianto di organi dei prigionieri uccisi dopo un’accurato censimento nei diversi ospedali di Mosul. Altri prigionieri sarebbero stati costretti a donare il sangue, e gli islamisti avrebbero anche uccisi diverse decine di medici che rifiutavano di prestarsi ad un simile macello. Un rapporto stilato al Cairo, cita gli esperti di sicurezza di Baghdad Halem el Haimi , i quali affermano che il traffico di organi è molto redditizio ed è stato incrementato dai jihadisti a partire dal momento il commercio illegale di petrolio è stato messo in crisi dai bombardamenti russi. Sarebbe stato personalmente l’emiro Abu Bakr al-Baghdadi a ordinare che “ai miscredenti venissero rimossi organi sani per salvare le vite dei veri musulmani”.
Fonti: Ria Novosti, El Mundo
