Salvini si crede medico e scimmiotta Trump e Bolsonaro: "Date l'idrossiclorochina"
Top

Salvini si crede medico e scimmiotta Trump e Bolsonaro: "Date l'idrossiclorochina"

Per Salvini l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) dovrebbe ripristinare l'uso della clorochina e rparla anche del plasma iperimmune

Salvini
Salvini
Preroll

globalist Modifica articolo

22 Ottobre 2020 - 19.42


ATF

Sembra che Matteo Salvini si creda ancora nella prima ondata di pandemia: non si spiega altrimenti il tris di tweet che ha scritto in cui fa le sue “proposte concrete e costruttive al governo”: 
“Il rischio concreto è l’intasamento degli ospedali, per evitarlo l’Agenzia italiana del farmaco deve riattivare il protocollo di cura domiciliare con l’utilizzo di idrossiclorochina o antinfiammatori idonei sospeso…
il 26 maggio scorso. Si tratta di farmaci che possono agire efficacemente contro il Covid, evitando il ricovero nella stragrande maggioranza dei casi. Il governo non può perdere più tempo”. 
Sia l’Oms, che la rivista Nature, che una ricerca degli ospedali americani hanno dimostrato che l’idrossiclorochina non è la cura miracolosa che dice Salvini scimmiottando Trump. Ma d’altronde Salvini si sente medico, dato che cambia mestiere velocemente tanto quanto un cambio di felpa. Ma non è finita qua: “Inoltre, che fine ha fatto la cura al plasma iperimmune? La burocrazia sta rallentando tutto e umiliando il lavoro di medici come il professor De Donno”. Proprio all’inizio del mese, il medico ischitano che era guarito dal Coronavirus grazie alle sacche di plasma iperimmune è morto proprio per le conseguenze del Covid. Nonostante la guarigione, l’uomo aveva passato 4 mesi a lottare contro gli effetti del virus e alla fine è deceduto. 
Salvini, che sponsorizzava il professor De Donno per motivazioni esclusivamente politiche, aveva detto che del plasma non si parlava perché “è gratis, quindi alle case farmaceutiche non conviene che si sappia che funziona”. 
La terapia del plasma iperimmune è ancora oggi molto discussa: prevede infatti la trasfusione del plasma di un paziente guarito a chi è invece ancora affetto da coronavirus. Di fatto, l’idea che sta alla base della terapia al plasma è quella di sfruttare gli anticorpi che si trovano nel plasma di un paziente che ha già sconfitto il coronavirus per aiutare gli altri a sconfiggere la malattia. Ma finora, non ci sono ancora dati significativi per provare che questa cura sia, a tutti gli effetti, effettiva.

Native

Articoli correlati