Violenze nel carcere, chiesto il processo per 108 agenti e funzionari (Salvini solidarizzò con loro)
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Violenze nel carcere, chiesto il processo per 108 agenti e funzionari (Salvini solidarizzò con loro)

La Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha chiesto il rinvio a giudizio per i pestaggi avvenuti il 6 aprile 2020

Immagini del carcere di santa Maria Capua Vetere
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14 Novembre 2021 - 11.51


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Quando esplose il caso e vennero resi noti i video, il leader della Lega, Matteo Salvini, ebbe il coraggio di essere solidale con gli aguzzini. Ora è stato chiesto il processo per 108 agenti e funzionari dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
Infatti la vicenda delle violenze in carcere ai danni dei detenuti ha avuto una svolta: chiesto il rinvio a giudizio per 108 tra agenti e funzionari dell’amministrazione penitenziaria. Per 12 indagati ha chiesto l’archiviazione ma è probabile che ai 12 venga comunque notificato un decreto penale di condanna a pena pecuniaria per non aver, in qualità di pubblici ufficiali, denunciato quello che stava accadendo in carcere. L’udienza preliminare si terrà mercoledì 15 dicembre (9.30). Al centro della vicenda le violenze commesse da agenti della polizia penitenziaria el carcere sammaritano il 6 aprile 2020. 
Tra coloro che rischiano il processo vi sono Pasquale Colucci, comandante del Nucleo Operativo Traduzioni e Piantonamenti del centro penitenziario di Secondigliano e comandante del gruppo di ‘Supporto agli interventi’, tuttora agli arresti domiciliari, l’ex capo delle carceri campane Antonio Fullone, interdetto dal servizio, Tiziana Perillo, comandante del Nucleo Operativo Traduzioni e Piantonamenti di Avellino, Nunzia Di Donato, comandante del nucleo operativo ‘Traduzioni e piantonamenti’ di Santa Maria Capua Vetere; Anna Rita Costanzo, commissario capo responsabile del reparto Nilo (ai domiciliari), l’ex comandante della polizia penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere Gaetano Manganelli (ai domiciliari).
I reati contestati a vario titolo sono quelli di tortura, lesioni, abuso di autorità, falso in atto pubblico e cooperazione nell’omicidio colposo di un detenuto algerino. Per la morte del detenuto extracomunitario, tra le vittime delle violenze, l’accusa riguarda 12 indagati.
L’udienza è stata fissata dal gip Pasquale D’Angelo nell’aula bunker dello stesso carcere.

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