Inchiesta Covid, Conte e Speranza: "Agito nell'interesse del paese, fiducia nella giustizia"
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Inchiesta Covid, Conte e Speranza: "Agito nell'interesse del paese, fiducia nella giustizia"

Giuseppe Conte e Roberto Speranza sono indagati per epidemia colposa e omicidio colposo nell'inchiesta sulla gestione del Covid in provincia di Bergamo,

Inchiesta Covid, Conte e Speranza: "Agito nell'interesse del paese, fiducia nella giustizia"
Giuseppe Conte e Roberto Speranza
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1 Marzo 2023 - 21.47


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Una indagine (e un eventuale processo) che saranno lunghissimi: l’ex premier Giuseppe Conte, tra gli indagati nell’inchiesta sulla gestione del Covid in provincia di Bergamo, si è detto “tranquillo” sul suo operato e ha espresso la “massima disponibilità e collaborazione con la magistratura”.

“Sono tranquillo di fronte al Paese e ai cittadini italiani – ha spiegato – per aver operato con il massimo impegno e con pieno senso di responsabilità durante uno dei momenti più duri vissuti dalla nostra Repubblica”.

Speranza: “Piena fiducia nella magistratura”

 Anche l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, si è detto “molto sereno e sicuro di aver sempre agito con disciplina e onore nell’esclusivo interesse del Paese. Ho piena fiducia come sempre nella magistratura”. “Ho sempre pensato – ha aggiunto – che chiunque abbia avuto responsabilità nella gestione della pandemia debba essere pronto a renderne conto”. Entrambi hanno riferito di aver appreso dalla stampa le notizie sull’inchiesta.

Gallera: “Sono sereno, massima collaborazione con la magistratura”

 “Non ho ancora ricevuto alcun atto ufficiale. Ma sono sereno e garantirò, come ho sempre fatto, la massima collaborazione alla magistratura”, ha affermato in una nota Giulio Gallera, ex assessore al Welfare della Regione Lombardia. “Abbiamo affrontato il Covid a mani nudee, sulla base delle pochissime informazioni delle quali potevamo disporre, abbiamo messo in campo le decisioni più opportune per affrontare l’emergenza. Ho sempre garantito ogni forma di collaborazione con la Procura di Bergamo come persona informata sui fatti, e continuerò a farlo. Come afferma la stessa Procura, l’avviso della conclusione delle indagini preliminari non è un atto di accusa bensì un atto di garanzia per l’indagato, che viene messo a conoscenza degli atti di indagine e posto nelle condizioni di esercitare la propria difesa chiedendo l’archiviazione”.

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