Scomparso Gilberto Salmoni, testimone instancabile della Shoah
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Scomparso Gilberto Salmoni, testimone instancabile della Shoah

Sopravvissuto a Buchenwald, ingegnere e psicologo, ha dedicato la vita a raccontare l’orrore dei campi nazisti e a preservare la memoria della tragedia per le nuove generazioni

Scomparso Gilberto Salmoni, testimone instancabile della Shoah
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3 Febbraio 2026 - 00.54 Culture


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Gilberto Raffaele Salmoni, sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti e testimone instancabile della Shoah, si è spento nella giornata di domenica all’età di 97 anni. La sua vita è stata un impegno costante a raccontare l’orrore della Seconda guerra mondiale e a preservare la memoria per le nuove generazioni.

Nato a Genova il 15 giugno 1928 in una famiglia ebrea, Gilberto Salmoni visse con i genitori, Gino e Vittorina, e i fratelli Renato e Dora, nella casa del nonno materno. Fin quando le leggi razziali del 1938 causarono la sua espulsione dalla scuola pubblica e il licenziamento del padre, segnando l’inizio delle persecuzioni per la famiglia.

Nel 1944, durante un tentativo di fuga verso la Svizzera, i Salmoni furono arrestati a Bormio e, dopo mesi di detenzione, il 1° agosto dello stesso anno, la famiglia fu separata: mentre Gino, Vittorina e Dora furono deportati ad Auschwitz e uccisi, i due fratelli furono inviati a Buchenwald, dove il sedicenne Gilberto sopravvisse grazie alla solidarietà tra i prigionieri politici e alla sua determinazione.

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Liberato l’11 aprile 1945 dall’esercito americano, tornò a Genova, dove si laureò in ingegneria e psicologia e lavorò per vent’anni all’Italsider. Successivamente si specializzò in psicologia sistemica e dedicò gran parte della sua vita all’Aned, di cui fu presidente ligure e poi onorario.

Autore di numerosi libri, tra cui “I Fratelli hanno ucciso i fratelli in Una gioventù offesa. Ebrei genovesi ricordano”, “Coerenza e coraggio. Italiani in guerra” e “Buchenwald una storia da scoprire”, Salmoni ha testimoniato l’orrore dei lager e l’importanza della memoria in conferenze, incontri nelle scuole e pubblicazioni. Nel 2018 consegnò all’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea la valigia della sorella Dora, conservata per oltre settant’anni come simbolo della tragedia della sua famiglia.

Pochi giorni prima della sua morte, il 26 gennaio 2026, in occasione del Giorno della Memoria, gli era stato conferito il “Grifo”, massima onorificenza della Città di Genova, per il contributo alla memoria storica e alla cultura.

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