Corsi sportivi e palestre rischiano di diventare (nuovamente) elitari

Non solo, ad aumentare sono anche i costi dell’attrezzatura sportiva. Dati scoraggianti che delineano un mercato sempre più ostile a chi inizia o dispone di budget limitati. E in soccorso arrivano i brand sportivi orientali.

Corsi sportivi e palestre rischiano di diventare (nuovamente) elitari
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Agostino Forgione Modifica articolo

22 Giugno 2026 - 12.22 Culture


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Spendiamo sempre più per acquistare attrezzature sempre più costose. È così che si potrebbe riassumere l’andamento del mercato sportivo negli ultimi anni, che ha visto e continua a vedere un costante aumento dei prezzi. E non è finita qui: a salire sono anche i costi dei servizi connessi, come le quote di iscrizione in palestra, a corsi e ad attività di varia natura. Crescono anche gli sportivi, così come l’attenzione a mantenere uno stile di vita sano e attivo, tanto che le proiezioni mostrano come il mercato dei beni sportivi dovrebbe raggiungere quota 286,8 miliardi solo in Europa nel 2033. È quasi il doppio rispetto ai 149,4 del 2023, con un tasso di crescita annua del 6,74%.

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 Un recente report Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, delinea l’andamento dei prezzi dell’attrezzatura sportiva dal 2015 al 2025. Sebbene nell’ultimo anno l’aumento sia solo di un punto percentuale, dal 2015 al 2025 i costi sono saliti di circa l’11%. Un dato grossomodo in linea con la crescita dell’inflazione generale e che dunque può essere considerato fisiologico. Non vale tuttavia lo stesso per quanto riguarda i servizi sportivi. Prendendo in esame il periodo dal 2020 al 2025 questi hanno visto un aumento che può essere addirittura superiore all’inflazione generale.

Facciamo qualche esempio. Nel 2020 l’iscrizione annuale a una palestra di fascia media costava tra i 350 e i 450 euro. Oggi tra i 450 e i 600. Un incremento che oscilla tra i 25 e i 35 punti percentuali. È difficile quantificare quanto ciò abbia compromesso il loro accesso, ma i dati mostrano che i rincari hanno costretto una fetta di sportivi a rinunciare all’abbonamento. L’ultima indagine Istat a riguardo, del 2025, mostra come già l’anno precedente il 25,4% degli sportivi abbia interrotto la pratica esercitata in passato per varie motivazioni, tra cui economiche. Tra i ragazzi fino a 24 anni era così per uno su dieci. Sempre a riguardo il report evidenzia poi un aumento delle attività outdoor e destrutturate. Quelle praticate autonomamente all’aperto vengono scelte dal 37,7% degli sportivi. Più di uno su tre.

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E d’altronde basta fare un giro in un qualsiasi parco per accorgersi come sport come il running siano in costante crescita, così come le iscrizioni a corse e maratone. In aumento anche il numero di podisti che si iscrivono a competizioni e maratone, così come il loro costo. Gareggiare alla Milano Marathon nel 2016 costava 81€, quest’anno 116€. Un aumento del 43% trainato verosimilmente dal crescente interesse verso tale sport, divenuto ormai di tendenza.

A ciò si aggiunge un altro fattore che rischia di danneggiare le fasce sociali meno abbienti: i brand sportivi occidentali sembrano sempre più inclini a ignorare la fascia bassa del mercato. Il trend è quello di proporre prodotti sempre più tecnici, ingegnerizzati ma al contempo pure più cari. Ciò sta facendo sì che una fetta di consumatori abbia iniziato a prendere in considerazione alternative orientali che offrono prodotti con un rapporto qualità-prezzo decisamente migliore. Marchi come Li-Ning, Xtep e 361° stanno guadagnando sempre più credito in Europa e Stati Uniti proprio per le sopracitate motivazioni. Una dinamica perfettamente analoga a quella che contraddistingue anche altre categorie merceologiche.

Il timore, in conclusione, è che la pratica sportiva, in particolar modo l’accesso a palestre e corsi di varia natura, possa diventare nuovamente qualcosa di elitario e precluso alle fasce sociali più fragili. Per ora – fortunatamente – si tratta solo di un possibile quanto scongiurabile epilogo. Ed è pure vero che all’aumento generale dei costi si contrappone il moltiplicarsi delle palestre low cost, un altro fenomeno che meriterebbe di essere analizzato. I dati, tuttavia, non sono incoraggianti.

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