La morte di Berlusconi e la corsa a mitizzarlo o, peggio, canonizzarlo
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La morte di Berlusconi e la corsa a mitizzarlo o, peggio, canonizzarlo

L’onestà intellettuale ci aiuta a guardare alla storia di una persona, senza cascare negli estremismi, perché sempre e comunque la “virtù è nel mezzo”, è “medietà. Non criminalizzare ma nemmeno santificare

La morte di Berlusconi e la corsa a mitizzarlo o, peggio, canonizzarlo
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Rocco D'Ambrosio Modifica articolo

12 Giugno 2023 - 16.26


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La notizia della morte di Berlusconi sta già riproponendo un vecchio cliché: diversi italiani mancano spesso di memoria e onestà intellettuale. La memoria ci permette di collegare la persona al contesto storico, personale e sociale, politico e istituzionale, con l’attenzione ai piccoli e grandi particolari che sono la “storia” di ognuno, persona in vista o semplice cittadina/o. L’onestà intellettuale ci aiuta a guardare alla storia di una persona, senza cascare negli estremismi, perché sempre e comunque la “virtù è nel mezzo”, è “medietà”, diceva Aristotele. 

È estremismo ritenere che Berlusconi sia stato il responsabile di tutti i mali che sta attraversando la nostra Repubblica, cioè una sorta di “capro espiatorio”. Al tempo stesso è estremista la tesi secondo la quale stiamo salutando una grande personalità della nostra Repubblica, per alcuni un grande “statista”, per un altri un “mito”, per altri ancora un “santo”. I due estremismi finiscono per essere falsi e disonesti, nei confronti di tutti, Berlusconi e famiglia inclusa. A mio modesto e personale parere, Berlusconi è stato un protagonista degli ultimi decenni italiani, con qualche merito e diverse ombre, ambiguità e illegalità. Qui la valutazione, nel giorno della sua morte, credo si debba fermare, con tutto il rispetto che si deve a chi ci ha lasciato, anche soffrendo. Dopo verranno le analisi storiche e politiche – serie, ponderate ed equilibrate – di cui ogni Paese ha bisogno per guardare avanti e trarre lezioni da ogni parabola politica, dalle migliori come dalle peggiori.

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Inoltre non aiuta la smania di diversi che pur di partecipare al coro celebrativo – in parte trasformato in evento mediatico – tendono a mitizzare, o ancor peggio a canonizzare cristianamente, la persona, senza dare pane al pane, vino al vino. Berlusconi RIP. A noi cristiani fa bene ricordare che “Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, poiché sta scritto: “Come è vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio”. Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso” (Rom 14, 10-12).

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