Calenda fa 'campagna acquisti' dentro M5s e scoppia la polemica
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Calenda fa 'campagna acquisti' dentro M5s e scoppia la polemica

La squadra di Giuseppe Conte ha perso due pezzi, che sono entrati in Azione. E fra il M5s e Carlo Calenda sono stati fuochi d'artificio. A dire addio ai Cinque Stelle sono stati l'europarlamentare Fabio Massimo Castaldo e la deputata Federica Onori.

Calenda fa 'campagna acquisti' dentro M5s e scoppia la polemica
Calenda con gli ex M5s Fabio Massimo Castaldo e la deputata Federica Onori
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2 Febbraio 2024 - 00.34


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La squadra di Giuseppe Conte ha perso due pezzi, che sono entrati in Azione. E fra il M5s e Carlo Calenda sono stati fuochi d’artificio. Ancora una volta. A dire addio ai Cinque Stelle sono stati l’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo e la deputata Federica Onori.

Per dare l’annuncio dei nuovi arrivi, Calenda ha convocato una conferenza stampa alla Camera: «Vengono in Azione e lo fanno su un punto dirimente per noi – ha detto il leader di Azione – cioè la tenuta di un asse di sostegno all’Ucraina. Oltre a questo ci unisce l’europeismo. Per noi è un onore accoglierli».

Dura e sarcastica la replica del M5s: «Buona fortuna a Carlo Calenda, il quale, dopo aver ripetuto all’infinito che i 5S sono un branco di scappati di casa´ che vanno cancellati dalla politica´, ora accoglie fiero i due ex M5s». Poi l’affondo su Castaldo, che è alla seconda legislatura e quindi, per le norme del M5s, non più candidabile, mentre Calenda ha annunciato che a giugno sarà alle europee con Azione. «Buona fortuna anche a Castaldo – è stato l’attacco M5s – che, dopo infiniti e sofferti tormenti, ha finalmente trovato con Calenda un approdo utile per una sua ricandidatura immediata: d’ora in poi avrà una lista che gli consentirà il terzo mandato, ma anche il quarto, il quinto…».

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L’incompatibilità fra M5s e Azione è quasi proverbiale. E la distanza appare sempre più incolmabile. Alle scorse politiche, e tuttora, le divergenze fra le due forze sono state un ostacolo da non poco – non l’unico – alla nascita di un fronte di centrosinistra. Una prospettiva che nelle ultime ore aveva già subito una frenata brusca, con lo scontro aperto fra Conte e la segretaria Elly Schlein.

Da mesi Castaldo mostrava segni di insofferenza: nelle settimane scorse, dopo che gli era stata tolta la guida del Comitato del M5s per i rapporti europei e internazionali, aveva inviato una lunga lettera agli attivisti: «Mi si epura – aveva scritto – perché ho esposto pensieri non azzerbinati ai voleri del Capo Unico e Supremo, Giuseppe Conte». Nel M5s non c’è democrazia, era il senso delle ripetute polemiche.

In conferenza stampa, Castaldo e Onori hanno poi criticato le «ambiguità» del M5s sulla «criminale invasione russa dell’Ucraina» e la risposta di Conte su Trump: «Noi tra lui e Biden sappiamo chi scegliere», hanno detto i due ormai ex Cinque Stelle. Le loro erano ormai diventate voci fuori da un coro quasi monolitico, quello dei 5 stelle.

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Da tempo, il Movimento ha archiviato quelle fibrillazioni che nella scorsa legislatura deflagrarono con l’uscita dei parlamentari che facevano riferimento all’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio. A differenza di Castaldo, la deputata Onori, eletta nella circoscrizione estera, è al suo primo mandato. È ritenuta molto vicina a Castaldo. Anche lei qualche ruggine col M5s l’aveva avuta. Più volte aveva sposato la sostanza delle critiche di Castaldo. Negli ultimi tempi – dopo una serie di «disallineamenti» dalle posizioni del M5s – era stata sostituita con Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5s, nel ruolo di capogruppo della commissione Esteri, di cui fa parte anche Conte. Ora l’addio.

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