M5s, la 'ricetta' per recuperare consensi: opposizione dura in Parlamento e nelle piazze e con il Pd...
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M5s, la 'ricetta' per recuperare consensi: opposizione dura in Parlamento e nelle piazze e con il Pd...

Opposizione dura in Parlamento e nelle piazze, dialogo con le altre forze progressiste ma «tra pari» e senza farsi dettare la linea dal Pd, impegno diretto sui territori.

M5s, la 'ricetta' per recuperare consensi: opposizione dura in Parlamento e nelle piazze e con il Pd...
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16 Giugno 2024 - 20.20


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Che fare? Opposizione dura in Parlamento e nelle piazze, dialogo con le altre forze progressiste ma «tra pari» e senza farsi dettare la linea dal Pd, impegno diretto sui territori. Sono queste le direttrici che Giuseppe Conte avrebbe individuato per rilanciare il M5s in attesa della costituente di settembre in cui si discuteranno linea politica, alleanze e limite dei due mandati. Un nodo, quest’ultimo, ancora tutto da sciogliere, anche perché Beppe Grillo per ora resta fermamente contrario alle deroghe. Il garante, che dalle europee non ha detto una parola in pubblico, nel suo soggiorno romano avrebbe invece discusso con i suoi interlocutori della necessità di ripartire dalla democrazia partecipativa e dal ruolo dei Comuni. Invocato da più parti, nei prossimi giorni potrebbe farsi sentire con un post.

Anni fa proprio Grillo definì il M5s una forza politica «biodegradabile». E l’aggettivo è tornato attuale dopo l’ultima batosta elettorale che ha costretto classe dirigente e base ad interrogarsi sul se e sul come andare avanti. Conte, dopo aver preso la guida di un movimento in caduta libera, all’indomani della doccia fredda arrivata dalle urne, ha messo in fila tre mosse: si è detto pronto a farsi di parte; blindato dagli eletti, ha lanciato l’assemblea costituente di autunno; ha incontrato il garante. Ma le questioni i ballo – dei mandati, della leadership e delle alleanze – sono ancora tutte da affrontare.

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Se il termometro degli umori tra i 5s segnala un’insofferenza prevalente per il limite dei due mandati, la posizione di Grillo è perentoria: occorre mantenere la regola aurea del Movimento. Di certo il primo faccia a faccia tra lui e Conte non è stato risolutivo, ma secondo qualche voce – non confermata da Campo Marzio – alla fine si potrebbe giungere ad un compromesso, conteggiando in modo differente esperienze parlamentari e locali per dare modo ad esempio a chi ha fatto per due volte il parlamentare di candidarsi a sindaco.

Altra leva potrebbe essere un maggior coinvolgimento nella sfera decisionale del partito, con incarichi da definire, i `big´ che hanno svolto già per due volte ruoli di rappresentanza politica: da Roberto Fico a Virginia Raggi. L’ex sindaca di Roma, da sempre forte dei suoi buoni rapporti con Grillo, potrebbe tornare in auge e c’è persino chi la individua come possibile nuova leader del Movimento. C’è da dire che non è la prima volta che la pentastellata viene tirata in ballo per risollevare le sorti del Movimento ma Raggi, dopo il mancato bis nella Capitale, è stata bloccata proprio dal limite dei due mandati. Nessuno si sbottona sui contenuti della riunione tra lei e Grillo: «È stata una bella colazione», l’unico feedback.

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Capitolo a parte, le alleanze. Alla segretaria del Pd, Elly Schlein che ha teso la mano proponendo un programma unitario delle opposizioni, Conte non si è affrettato a rispondere. Lo hanno fatto Avs e Più Europa e lo ha fatto persino Carlo Calenda. Invece, il leader del M5s (che si era già detto disponibile ad intensificare il dialogo con le forze progressiste) fino ad ora non si è espresso: martedì sarà insieme al resto delle opposizioni in piazza SS Apostoli. Dal quartier generale del Movimento, inoltre, non escludono che nei prossimi giorni possa partire per alcune iniziative elettorali in vista dei ballottaggi, in particolare nella «sua» Puglia.

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